Contagio a scuola  «Io, lasciata sola  con le nuove norme

Contagio a scuola

«Io, lasciata sola

con le nuove norme

Sabato caso di Covid a Sondrio Centro La preside Meago: «Ho dovuto gestire tutto io»

Ha già dovuto suo malgrado applicare alla lettera la circolare ministeriale sulle nuove modalità di gestione dei casi Covid a scuola, la dirigente Ombretta Meago. È successo proprio nel giorno della sua entrata in vigore, sabato scorso, quando in una delle classi delle scuole, che fanno parte dell’istituto comprensivo Sondrio Centro da lei diretto, è emerso un contagio da coronavirus.

Confusione di ruoli

Non è stato semplice operare in solitudine, per ammissione della diretta interessata, anche perché «non sono un medico, sono una preside» dichiara.

È stato un vero e proprio tour de force, tra dubbi e perplessità, senza il supporto della parte sanitaria. Ma, come si spiega nelle norme del nuovo protocollo condiviso tra ministeri - Salute e Istruzione -, l’Istituto superiore di sanità e le Regioni inviato alle scuole il 6 novembre per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi e le relative quarantene, la preside sospende “in via eccezionale ed urgente” le lezioni nel caso in cui le autorità sanitarie “siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente”.

E così Meago ha fatto, agendo in base ad una serie di indicazioni predeterminate, dettate dalla circolare: ha informato l’Ats della montagna - «ma non sono riuscita ad avere un’interlocuzione tra sabato e domenica» -, ha individuato i “contatti scolastici” e per loro ha sospeso temporaneamente le lezioni, “trasmettendo ai contatti scolastici le indicazioni standardizzate, come da circolare.

«Mi sono attenuta alle nuove norme - racconta la preside - gestendo un caso di positività in una classe», di cui preferisce non indicare il plesso interessato per tutela della privacy.

«Proprio sabato mattina, trovando nelle mail la circolare in questione, me la sono letta nel dettaglio, l’ho applicata apprendendo in quella circostanza che avrei dovuto agire da sola» prosegue la dirigente.

Sanità assente

«Mi sono sentita in dovere di avvisare le mie famiglie, i miei dipendenti, i miei maestri, i miei bidelli - aggiunge -. Indubbiamente è stato uno sforzo notevole, anche perché nell’immediato non sono riuscita ad interloquire con la parte sanitaria».

Dopo essersi studiata la norma, «ho inviato ad ogni famiglia, così come al personale docente e non docente il modello per fare andare subito a fare il tampone». Secondo il protocollo in vigore, il primo step previsto in presenza di un caso positivo, è che i compagni di classe debbano fare un test il prima possibile, definito “T0”, e se il risultato è negativo si potrà rientrare a scuola, dopo cinque giorni, recita la norma. Nel caso di due positivi i vaccinati o negativizzati negli ultimi sei mesi faranno la sorveglianza con testing, mentre i non vaccinati la quarantena; nel caso di tre positivi andrà in quarantena tutta la classe».

Un caso ancora diverso è quello dei servizi dell’infanzia: per i più piccoli è previsto un test subito e una quarantena di dieci giorni, al termine della quale dovranno effettuare un test; per i loro insegnanti la valutazione è in carico alle autorità sanitarie, dipende da tempo di permanenza nella stanza e dal contatto diretto con il caso positivo.

Ma il primo contatto diretto l’Ats Meago l’ha avuto solo nella mattinata di martedì. Ats alla quale abbiamo chiesto anche noi un punto di vista, non ottenendo risposta.


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