Consumi di acqua troppo elevati in città

Consumi di acqua troppo elevati in città

Duecentocinque litri d’acqua al giorno. È quanto scorre dai rubinetti dei sondriesi per uso domestico secondo i dati 2016 elaborati da Legambiente per Ecosistema urbano.

La classifica che annualmente misura la sostenibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani attraverso gli indicatori di aria, acqua, rifiuti, mobilità ed energia, regala alla città un sedicesimo posto assoluto e sul consumo idrico l’unica maglia nera.

Il dato sprofonda Sondrio nella parte bassa della graduatoria di settore dove peggio fanno soltanto Verona (214,5 litri pro capite al giorno), Cosenza (209,5), Milano (209,3), Treviso (207,4), Pavia (206,7), Chieti (206,5) e Monza (205,5). Mentre sul versante opposto a primeggiare ci sono Oristano con 95,7 litri al giorno, Agrigento (107,5) e Sassari (115,1), realtà che meglio conoscono il significato di carenza idrica.

«Si tratta di un’inefficienza inaccettabile, che produce maggiori costi ed impatti, sia energetici che per la depurazione - punta il dito la sezione lombarda di Legambiente -. Il paradosso è che a questi rilevanti impatti dei consumi idrici corrisponde una bolletta che, nelle città lombarde, è a livelli bassissimi, fino a 10 volte inferiore a quella di altre città europee».

A fronte di un quantitativo così elevato di acqua che scorre dai rubinetti, c’è però un dato più che rassicurante e cioè l’efficienza della rete. In fatto di dispersione, della differenza cioè, tra l’acqua immessa e quella consumata sia per usi civili che industriali ed agricoli, Sondrio è tra le città che fa registrare le percentuali più basse. Con il 18,1% occupa infatti il decimo posto tra le virtuose d’Italia .


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