Consorzio turistico, Sertori non ci sta  «Assurdo sparare a zero sulla gestione»
Infuria la polemica sul tema caldo legato a Porte di Valtellina

Consorzio turistico, Sertori non ci sta

«Assurdo sparare a zero sulla gestione»

L’ex presidente interviene sulla polemica sollevata dal sindaco di Morbegno, Ruggeri. «Il sodalizio sta cambiando pelle, ma alla città del Bitto evidentemente poco importa dell’ente».

«Spiace che Morbegno si sia messa in questa posizione. Fare a meno della città capoluogo di mandamento non fa piacere a nessuno, ma trovo assurdo e ingiustificato sparare a zero sul consorzio in un momento in cui sta lavorando bene e sta cambiando pelle rispetto al passato».

Giacomo Sertori l’anno scorso ha retto pro tempore il consorzio turistico Porte di Valtellina, oggi è nel consiglio di amministrazione dell’ente. Non è il solo all’interno del consorzio a storcere il naso per l’aria pesante che si sta respirando da qualche giorno attorno all’ente turistico della Bassa Valle.

Ad accendere la miccia, settimana scorsa, è stato il sindaco di Morbegno, Andrea Ruggeri. Il pomo della discordia è rappresentato dalla gestione dell’auditorium Sant’Antonio, più in generale l’attività di promozione e marketing affidata dal Comune a Porte di Valtellina, che a giudizio del sindaco Ruggeri sarebbe «insoddisfacente».

Sertori difende a spada tratta l’operato del presidente di Porte di Valtellina, Stefano Scetti, «tecnico preparato con un curriculum professionale significativo, trovo pretestuose le critiche di Morbegno. È stato dichiarato da Ruggeri, anche al termine dell’ultima assemblea dei soci Morbegno, che non vede di buon occhio la mancata presidenza al consorzio. Questo non giustifica atteggiamenti negativi verso la gestione turistica dello stesso, né giustifica giochetti come convocare una riunione su Morbegno in cantina e Gustosando, che porta il marchio del consorzio, senza coinvolgerci, perché è composto dai soci e non solo dal suo presidente».


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