Consorzio turistico, inizia una nuova era
Matteo Sanguineti, Luca Della Sale, Sabrina Labate, Giorgio De Giobbi, Giacomo Sertori e Alan De Rossi

Consorzio turistico, inizia una nuova era

Porte di Valtellina cambia nome e contenuti: ieri l’assemblea ha rinnovato lo statuto e nominato il Cda. Scetti lascia il posto a Della Sale, affiancato da De Giobbi, De Rossi, Scamoni, Labate, Sertori e Sanguineti.

Nuova era per il consorzio turistico Porte di Valtellina, che da ieri si chiama “consorzio turistico Valtellina di Morbegno”. Cambia nella forma, ma anche nei contenuti il consorzio poiché ieri pomeriggio, in un’assemblea particolarmente partecipata, i soci hanno rinnovato la statuto e nominato il nuovo Cda a cui è poi spettato indicare il nuovo presidente, che non è più quello uscente Stefano Scetti, bensì Luca Della Sale.

In base alla scelta dei soci, il nuovo Cda è composto dai rappresentanti della Comunità montana, Giorgio De Giobbi e Alan De Rossi (da ieri vicepresidente del consorzio), dal rappresentante dei Comuni Matteo Scamoni (Mello), degli imprenditori, Sabrina Labate (commerciante), della ricettività Giacomo Sertori (ristoratore), delle associazioni Luca Della Sale (pro loco Morbegno), del settore attrattività Matteo Sanguineti di Fly emotion (Albaredo). Un Cda totalmente rinnovato e ridotto della metà rispetto al precedente, proprio in virtù delle modifiche allo statuto approvato ieri. Questo l’epilogo, prima però nell’ultima assemblea della storia di Porte di Valtellina è andata in scena, com’era nell’aria alla vigilia, la definitiva frattura con il Comune di Morbegno. Lo scorso anno Morbegno era rimasto per il rotto della cuffia nel Cda: si ricorderà il caso sollevato per la possibile concorrenza sleale ai danni di Porte causata dal Comune morbegnese, che aveva «fortemente voluto la nascita di un consorzio turistico parallelo». Quest’anno le cose sono andate peggio per Morbegno.

Il nuovo statuto licenziato a maggioranza (contrari 9 e 2 astenuti) ha previsto una riduzione dei membri nel Cda da 14 a “un minino di 5 a un massimo di 7”, di cui due in rappresentanza della Cm, uno per i Comuni e gli altri fra i privati, accorpati in 4 categorie. «Una scelta - ha spiegato Scetti - chiesta da anni dai soci per snellire l’organismo». «È vero, si è parlato dello snellimento del Cda - ha detto il sindaco morbegnese Andrea Ruggeri -, ma in questo modo i disequilibri sono evidenti nella parte politica, non sono geloso del mio posto nel consiglio, ma è sotto gli occhi di tutti che in ballo c’è la questione Morbegno. Chiedo allora di fermarci e rivedere i pesi e la misure, altrimenti le conseguenze trascineranno difficoltà oggettive». Non sono stati sufficienti gli appelli di Peppino Gerosa, che ha giudicato il Cda senza Morbegno «una follia perché la città rappresenta la spina dorsale anche del settore imprenditoriale»; o l’intervento di Angelo Cerasa e del sindaco di Civo, Massimo Chistolini, che si sono detti contrari a «un’assemblea blindata nel voto sullo statuto e impossibilitata, sebbene sovrana, a proporre delle modifiche» (in base alle disposizioni del Cda uscente non si potevano portare emendamenti). La maggioranza ha deciso. Si è chiusa la stagione di Scetti e si è aperta quella di Della Sale, ma anche della Cm e degli altri Comuni a svantaggio di Morbegno. Per la prima volta nella storia del consorzio, il Cda resta così orfano dell’amministrazione capo mandamento, alla quale non si è perdonata la fondazione di un consorzio parallelo, ultimo atto di un braccio di ferro partito da lontano.


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