Confortola in vetta, è il suo nono ottomila
Al campo base prima dell’attacco alla vetta

Confortola in vetta, è il suo nono ottomila

Impresa sul Makalu per l’alpinista di Valfurva. L’ascesa senza l’impiego dei respiratori e senza l’ausilio degli sherpa.

«È stata molto dura, ma ce l’abbiamo fatta»: queste le prime parole pronunciate da Marco Confortola ieri dopo l’ennesima conquista sul tetto del mondo. L’alpinista di Valfurva ieri si è portato a casa il suo nono ottomila assieme all’amico valdostano Marco Camandona che, con la vetta di ieri, ha raggiunto il suo settimo ottomila.

Si tratta del Makalu, la quinta montagna più alta della terra, con i suoi 8.462 metri, vetta conquistata il 12 maggio scorso anche da Nives Meroi e Romano Benet. La montagna appartiene alla catena dell’Himalaya ed è localizzata sul confine tra Nepal e Tibet, circa 22 km a est dell’Everest. Con Camandona, già in passato, Confortola ha compiuto rilevanti imprese su tutte la conquista, dieci anni fa, dell’Annapurna, vetta raggiunta il 12 ottobre.

Sempre Camandona era con Confortola nel 2014 quando, per problemi ai piedi, il “Selvadek” di Valfurva ha dovuto rinunciare alla vetta a soli 200 metri dall’agognato traguardo. Lo scorso anno, purtroppo, un’altra rinuncia per Confortola, quella della conquista del Dhaulagiri, avventura abbandonata dopo aver raggiunto il campo base a causa del terremoto che colpì il Nepal. Quest’anno il riscatto, dopo tanti allenamenti e sacrifici. Assieme ai due Marco, ieri sulla cima anche Ferran Latorre, che mette così nello zaino il suo dodicesimo 8000, i bulgari Skatov e Petrov, che avevano raggiunto lo scorso 30 aprile la vetta dell’Annapurna ed altri otto alpinisti.

Partiti domenica, giorno del quarantacinquesimo compleanno di Confortola dal campo 2 (i due alpinisti avevano installato solo due campi), i compagni di avventura sono arrivati in vetta attorno alle 14 di ieri. Poco prima, per Confortola, un compleanno speciale a quota 7500 metri con Camandona che gli canticchiava tanti auguri.

Non è stato per niente facile raggiungere quell’altitudine: numerosi gli alpinisti che, nei giorni scorsi, ci avevano rinunciato dato il forte vento. Ma i “due Marco” non si sono arresi e, nonostante il vento forte ed il freddo pungente, domenica hanno raggiunto Ferran La Torre che era partito un giorno prima rispetto a loro, per poi pianificare assieme la strategia da adottare.

Diversi i cambi di programma, adeguati alle mutevoli condizioni meteorologiche e alle 21 di domenica sera (le 17 in Italia), è partito l’attacco alla cima. Una vetta raggiunta senza l’ausilio di ossigeno supplementare e senza l’utilizzo di portatori di alta quota: «È stata molto dura - questo il primo commento del “Selvadek” di Valfurva - ci siamo alternati a battere la pista su neve alta ed è stato veramente faticoso! Ma sono molto molto felice».

Una conquista con vicino sempre un grande amico di Confortola, Marco Simoncelli che di fatto è arrivato in vetta assieme a lui. Per Confortola nel cuore c’è sempre il 58 del suo amico Sic riprodotto sulla pettorina proprio vicino al cuore. Da “sei un mito” a “grandissimi”, “siete fantastici”, “fenomeni” e “superagazzi”: questi alcuni dei primi commenti a caldo registrati ieri sul profilo Facebook dell’alpinista che ha raggiunto quota 38.841 like.


© RIPRODUZIONE RISERVATA