Concessioni scadute, tre milioni di euro in più all’anno

Concessioni scadute, tre milioni di euro in più all’anno

Le buone notizie arrivano dalla giunta regionale lombarda che nei giorni scorsi ha determinato l’applicazione del canone aggiuntivo relativo alle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche già scadute e di prossima scadenza.

In via ricognitoria il canone aggiuntivo è stato fissato in 20 euro per kilowatt di potenza nominale media annua. «Un importo - dice il presidente di palazzo Muzio, Luca Della Bitta - che si traduce, senza considerare possibili ritocchi all’insù, in tre milioni di euro a partire da quest’anno e in un arretrato per gli ultimi cinque anni di 7,5 milioni di euro, pari al 50% dei 15 milioni di euro previsti. La metà perché prima non potevamo contare sulla legge 19 che ha tradotto in disposizioni concrete la specificità montana della nostra provincia».

E dunque la soddisfazione da parte del numero uno di palazzo Muzio è doppia: da una parte c’è quella per il passaggio, quello della definizione dei canoni aggiuntivi, atteso da tempo - «finalmente c’è un valore» dice Della Bitta - e dall’altra quello per la provata efficacia del riconoscimento della centralità del territorio.

Sull’incasso delle risorse - «che insieme a quelle del bollo auto, consentiranno di continuare a lavorare per il territorio» -, resta l’incognita dei ricorsi da parte delle aziende chiamate a pagare. «Mi auguro che le aziende idroelettriche accettino la sfida di un nuovo patto con il territorio - dice Della Bitta - evitando le vie legali e condividendo piuttosto la collaborazione in termini economici e di investimenti sul territorio».


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