«Con due dosi   protetti dalla variante»
Va molto meglio da quando c’è il vaccino, ma c’è il rebus della variante indiana detta Delta

«Con due dosi

protetti dalla variante»

Mascherina forse via già da luglio: per agosto 7 italiani su 10 vaccinati ma timori per l’indiana-Delta

«Certezze matematiche circa il fatto che i vaccini attuali garantiscano la copertura dalla variante indiana del Covid, rispetto alla prima dose, non ve ne sono, mentre conferme confortanti giungono sulla copertura garantita a completamento del ciclo vaccinale. Tuttavia, anche se da noi, al momento la situazione è sotto controllo, l’attenzione deve restare alta».

Ricoveri in calo

È quanto precisato, ieri, da Guido Bertolaso, responsabile della campagna vaccinale anti Covid lombarda, nell’approfondimento seguito alla conferenza stampa in cui, Attilio Fontana, governatore, Letizia Moratti, vicepresidente e assessore regionale al Welfare, e Pietro Foroni, assessore regionale alla Protezione civile, con Bertolaso stesso, hanno fatto il punto della situazione partendo dallo stato di fatto e cioè, che «ad oggi più di un cittadino su quattro ha completato il ciclo vaccinale, per un totale di 7,7 milioni di somministrazioni, che saliranno a 10 milioni il prossimo 10 luglio - ha annunciato Fontana - grazie a una capacità vaccinale di 100mila somministrazioni al giorno. Aggiungo, che l’incidenza regionale su sette giorni per 100mila abitanti è, oggi, a 15,6, l’Rt è a 0,67, i ricoveri sono scesi all’8% nei reparti non intensivi, e al 7% della capienza totale nei reparti intensivi».

Tradotto, siamo messi bene, al punto che, a luglio, potrebbe venir meno l’obbligo della mascherina, grazie all’incedere dalla campagna vaccinale, con, per la precisione, 5 milioni e 229.967 persone vaccinate con prima dose, a martedì scorso, il 58% del totale (pari a 9 milioni e 13.424) e con 2 milioni e 526.809 persone vaccinate complete, il 28% del totale. Percentuali che, l’8 agosto prossimo, sono destinate a salire, rispettivamente, al 74,6%, con 6 milioni e 719.742 vaccinati con prima dose, e al 69,4, con 6 milioni e 251.023 vaccinati completi.

Come osservava Bertolaso, è quest’ultimo il parametro da considerare a schermatura dalla, temibile, per diffusività, variante indiana, cosiddetta, Delta, e proprio per marcarla stretta, monitorandola al massimo, l’assessore Moratti ha annunciato strategie di “contenimento” nel breve periodo che passano per una genotipizzazione spinta di ciascuna positività. Se, fino ad ora, infatti, non tutti i tamponi venivano sequenziati, per ricercare il tipo di virus che presentavano «ora procederemo in questo senso su tutti i tamponi positivi - ha assicurato Moratti -. Siamo la prima Regione a farlo, e lo riteniamo fondamentale per migliorare la nostra capacità di controllo sulle varianti».

«Allo stato attuale - ha precisato - abbiamo una prevalenza di variante inglese, pari al 68% del totale genotipizzato, poi, abbiamo un 1,7% di indiana, un 1,1 di brasiliana e uno 0,3% di sudafricana. Attualmente sono 15 i laboratori attivi nella ricerca delle varianti, altri tre autorizzati e 12 in fase di autorizzazione. Al momento sequenziamo il 25% dei tamponi, ma una volta a regime riusciremo a controllarli tutti».

E questo è un passaggio molto importante, tenuto conto che la variante Delta già imperversa nel Regno Unito, con 11mila contagi dichiarati e che, per quanto, attualmente, non presente in modo rilevante nel nostro Paese, è da più parti attesa per fine agosto-inizio settembre.

Terza dose

Anche per questo, al fine di giocare per quanto possibile d’anticipo, Regione Lombardia ha già presentato al governo un proprio modello organizzativo «cui ricorrere nel caso in cui sia necessario prevedere un richiamo vaccinale di massa nel prossimo autunno - ha chiarito Moratti -. Che, in tal caso, a nostro avviso, non dovrebbe più avvenire attraverso i centri massivi, ma ricorrendo a centri più piccoli, all’apporto dei medici di medicina generale, dei farmacisti vaccinatori e delle aziende».

Concretezza e pragmatismo, quindi, in Regione Lombardia verso un problema che si sta arginando, perché l’immunità di gregge, che si ha con una copertura per prima e seconda dose al 70%, è prossima, ed è all’8 agosto, ma che deve ancora superare la prova varianti. L’auspicio è che l’immunità aiuti a respingere l’“attacco indiano».


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