«Con altri 890 ulivi si salvano 2,5 ettari»
Un momento didattico proposto dalla Comunità montana in un uliveto della Costiera dei Cech (Foto by Foto archivio)

«Con altri 890 ulivi si salvano 2,5 ettari»

La Comunità montana della Bassa Valle soddisfatta per la risposta ricevuta all’introduzione della coltivazione. Il presidente Borromini : «Così si salvano i terrazzamenti dall’abbandono, ora bisogna pensare a un frantoio locale».

Poco meno di 900 nuovi ulivi saranno consegnati a breve dalla Comunità montana di Morbegno, che dopo il successo della sperimentazione attuata nel 2018 ha deciso di riproporre la distribuzione a prezzo agevolato di piantine di olivo affiancata da formazione e assistenza tecnica, dalla piantumazione alle pratiche colturali, in collaborazione con la Fondazione Fojanini.

Il bando si è chiuso da pochi giorni e le piantine prenotate sono state 890, «pari - sostiene il presidente della Cm di Morbegno, Christian Borromini - a una superficie di circa 2 ettari e mezzo che saranno sottratti all’incolto e che si aggiungono ai 30mila metri quadrati recuperati con il progetto sperimentale dello scorso anno. Il mandamento di Morbegno sta diventando un bel giardino per i suoi abitanti e per i visitatori che vengono da fuori provincia, ma oltre all’aspetto paesaggistico e di manutenzione del territorio si fa a questo punto ancora più pressante la necessità di un frantoio di Valle». Un’esigenza espressa già nei mesi scorsi quando proprio la Cm diede vita ad un convegno di approfondimento sulla coltura dell’ulivo affiancata al primo concorso dedicato agli oli extravergini valtellinesi. Secondo i dati della fondazione Fojanini, questa coltura interessa cinquanta ettari di terreno coltivati a ulivo e circa mille piante messe a dimora ogni anno.

«Nel mandato da assessore provinciale all’Agricoltura - fa presente Borromini - ho postato in bilancio 30mila euro per l’ulivocoltura indicando la realizzazione del frantoio come una priorità. Conto sull’impegno dell’ente provinciale e degli altri del territorio affinché questo obiettivo si realizzi, dando risposta a una esigenza dei numerosi che si sono avvicinati con passione a questa coltura». Il bando per la distribuzione delle piantine consentiva la richiesta fino a un massimo di 30 giovani ulivi con l’obbligo di mantenere la coltivazione per cinque anni e il divieto di sostituire frutteti e vigneti con oliveti e di trasformare il bosco.

A beneficiare dell’iniziativa sono stati i conduttori di terreni abbandonati e incolti del versante retico nei comuni di Dubino, Mantello, Mello, Cercino, Cino, Civo, Dazio, Morbegno, Ardenno, Buglio in Monte e Traona con una superficie minima da impiantare dovrà essere di 250 metri quadrati per un minimo di 10 piante e fino a un massimo di 30 in proporzione alla superficie. L’attività di formazione, con incontri tecnici, lezioni sul campo e visite guidate per accrescere le conoscenze sulle pratiche di coltivazione dell’olivo e anche la trasformazione del prodotto, sono obbligatorie per i nuovi beneficiari e aperte anche ai proprietari degli impianti già esistenti.


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