Comunità montane addio, il Pd rilancia sul riordino istituzionale
Alessandro Alfieri e Salvatore Ambrosi

Comunità montane addio, il Pd rilancia sul riordino istituzionale

In attesa che in Commissione a Milano se ne inizi a discutere - «la proposta di legge non è ancora stata incardinata in alcuna seduta» - il Partito democratico mette sul tavolo le sue proposte per la Riforma delle autonomie locali. Tra le richieste gestione autonoma delle acque e abolizione degli enti sovracomunali

«Vogliamo davvero aprire una stagione di cambiamento e di riforme - sottolinea il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri -.Presentiamo proposte serie e andiamo a vedere il bluff di Regione Lombardia che finora ha fatto autonomia solo a chiacchiere».

La proposta di emendamento che il gruppo consiliare milanese presenterà non appena la discussione sulla riforma sarà calendarizzata, nasce dal confronto con l’ambito locale del partito che ha costituito un gruppo di lavoro le cui riflessioni sono state poi condivise a Milano.

«La revisione del sistema delle autonomie locali - sottolinea Salvatore Ambrosi, segretario provinciale del Pd -è strettamente legata alla tanto vituperata legge Delrio che con il riconoscimento della specificità per le province interamente montane ci consente di lavorare a proposte ad hoc per Valtellina e Valchiavenna. Anche se, bisogna subito chiarire che, a dispetto di quanto adombrato da Maroni la provincia di Sondrio non sarà mai come quella di Trento o Bolzano».

Una precisazione necessaria prima di presentare i punti fondanti della proposta democratica che parte dall’annosa questione del demanio idrico e della sua gestione «che - dice Ambrosi - deve essere autonoma».E poi la richiesta di attuazione del federalismo fiscale, la possibilità cioè di trattenere sul territorio il 30% degli introiti relativi all’addizionale Irpef e alla tassa automobilistica.

Ma soprattutto, in tema di riordino istituzionale, il Pd propone la soppressione delle Comunità montane. «Che - specifica Alfieri - non significa cancellare tutto quello che c’è in mezzo tra Regione e Comuni. Ma significa seguire il modello dei piani di zona che possono diventare il luogo in cui gestire alcune funzioni che vanno oltre i confini delle singole realtà. Noi siamo pronti a dare una mano ai Comuni, ma insieme dobbiamo cambiare: le Comunità montane sono rimaste solo in Lombardia . In tutta Europa si va verso l’unione o la fusione dei Comuni, qui siamo completamente fermi».


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