«Como, sanità al collasso»  Mancano chirurghi e medici di famiglia
Un medico di famiglia al lavoro nel suo ambulatorio (Foto by archivio)

«Como, sanità al collasso»

Mancano chirurghi e medici di famiglia

Il presidente dell’Ordine: «Carenza drammatica». In provincia sono pochi anche i pediatri e gli anestesisti. «Età media alta, pensionati non sostituiti»

COMO

In provincia di Como si registra «una drammatica carenza di medici di famiglia, pediatri di libera scelta e specialisti» tanto che «se non si torna a investire sul sistema sanitario pubblico si rischia di arrivare al collasso, la nostra sanità non sarà più sostenibile». Il presidente dell’Ordine dei medici Gianluigi Spata non ha certamente usato giri di parole, nel tradizionale messaggio indirizzato a tutti gli iscritti. Il suo è un vero e proprio allarme per la situazione che si è venuta a creare, causata da «una carenza sempre più impellente» di medici e operatori sanitari. Il personale «non viene rimpiazzato in modo regolare e programmatico», per carenza di investimenti e perché le borse di studio «sono insufficienti».

In sintesi: l’età media dei camici bianchi è alta, chi va in pensione non sempre viene sostituito. Non che manchino i ragazzi interessati alla professione medica, il punto è che spesso restano a lungo in un limbo, dopo la laurea, senza riuscire ad accedere alle scuole di specializzazione (le stime dicono che ci sono 15mila giovani in queste condizioni).

Con un simile scenario, se non si inverte rapidamente la rotta, «verranno a cadere tutti quei principi di equità e solidarietà che rendono il nostro sistema sanitario uno dei migliori al mondo, se non il migliore».

Per il presidente dell’Ordine comasco l’unica soluzione è «creare un percorso formativo unico e continuo, che nell’arco di dieci anni porti gli studenti prima alla laurea e poi alla scuola di specialità, quindi all’inserimento quasi automatico nel mondo del lavoro». La ricetta «non può certo essere l’abolizione del numero chiuso al primo accesso all’università».

Un primo segnale positivo di recente è arrivato, anche grazie alle pressioni dei rappresentanti della categoria ai tavoli nazionali (ne fa parte lo stesso Spata). «Almeno per la Medicina generale le borse di studio quest’anno sono salite, lo prevede la legge nazionale, da 900 a circa duemila. A livello lombardo passano da cento a trecento. Insomma, una buona notizia è arrivata ma la strada da percorrere è ancora lunga e continueremo a darci da fare».

Resta alta la preoccupazione per quello che potrà accadere nei prossimi anni. «In provincia di Como - afferma Spata - mancano medici di Medicina generale, pediatri di libera scelta e negli ospedali, ma anche specialisti in Chirurgia, Anestesia, Ginecologia e Ortopedia, guarda caso proprio i settori maggiormente a rischio di contenzioso.


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