Come crescono bene i giovani allevatori
Giacomo, Ennio e Cristian dell’azienda agricola Rinaldo Varischetti

Come crescono bene i giovani allevatori

Mostra a Colorina, l’Apa: «Rappresentano la maggiore novità che si registra in questi anni nel nostro settore». I protagonisti: «Gli ostacoli maggiori sono di tipo burocratico. Vivere di questo lavoro? Con la cinghia tirata sì».

Festa in ambiente in un comprensorio ad elevata vocazione agricola e grande adunata degli allevatori valtellinesi ieri a Colorina. Si teneva la 4ª edizione della Mostra zootecnica dei comuni delle Alpi Orobie, alla rassegna era abbinata anche la Mostra provinciale delle vacche in lattazione di razza bruna. Sotto i capannoni che ospitavano i box delle aziende impegnate nei due concorsi si sono radunati tanti espositori arrivati da tutta la Valtellina e Valchiavenna.

Elevata la partecipazione anche di operatori locali. «Colorina – ha affermato il sindaco del paese, Doriano Codega – è un comune a forte vocazione zootecnica, attività che ha caratterizzato le usanze e le tradizioni della popolazione e del territorio. Questo doppio evento che ci onoriamo di ospitare – ha aggiunto – rappresenta una vetrina dei prodotti e delle tradizioni locali e valorizza l’intera filiera lattiero-casearia della provincia». La giornata è stata una festa all’aperto e a partecipare ed assistere ai concorsi, alle iniziative collaterali sono arrivate migliaia di persone, che hanno visitato mercatini di prodotti tipici, sperimentato il “battesimo della sella” insieme a istruttori di equitazione. Hanno partecipato a danze country, le famiglie hanno effettuato escursioni in carrozza, ci sono stati intrattenimenti e concorsi di campanacci ed esibizioni di intaglio con la motosega.

Tra i box, i recinti, protagonisti sono stati i giovani allevatori. «Sono la maggiore novità che si registra in questi anni e sempre di più nel comparto – è stato affermato dai responsabili di Apa, Associazione provinciale allevatori, partner e responsabili tecnici dell’evento –, loro costituiscono un valore importante. Rinnovano questo lavoro, gli assicurano un futuro, portano passione: sono garanzia di continuità generazionale e di innovazione nelle aziende». Sono stati perlopiù i giovani e giovanissimi allevatori a condurre manze e vacche in lattazione davanti alle giurie di Apa. Ragazzini, tantissime ragazze, giovani imprenditori, uniti ai veterani del settore. Hanno scelto di guardare alla terra per costruirsi un lavoro e sono davvero protagonisti. Martina Barri, 23 anni, lavora nella azienda agricola di Nicola Della Marianna, a Piateda. Lei e Nicola hanno due capi in concorso, a Piateda mungono e lavorano il latte di una ventina di vacche. Lei si divide tra l’Università, Scienze della protezione animale, e l’attività in azienda.

«Ho fatto questo lavoro da sempre – spiega – sin da bambina era la mia passione, ora è il mio impiego. D’estate facciamo Bitto, produciamo formaggi grassi e semigrassi, burro e non conferiamo niente, trasformiamo e vendiamo tutto in azienda. Per gli operatori giovani del settore – dice anche – gli ostacoli maggiori sono di ordine burocratico. Parlo delle mille carte che devi sbrigare, è tutto troppo complicato».

Altra mini azienda tra gli espositori di Colorina è quella di Gianmaria Del Curto, la Del Curto Farm di Borgonuovo di Piuro. Produzione di Bitto e Casera, allevatore di terza generazione, una trentina di capi in azienda, e anche loro trasformano tutto il latte. L’azienda dà lavoro a tre persone. «Se ci viviamo? Sì – commenta Gianmaria -, con la cinghia tirata, ma sì».


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