Coltivazione di olivi: «Il potenziale c’è. Manca il frantoio»
Un centinaio i coltivatori che hanno partecipato al convegno a Morbegno (Foto by foto gianatti)

Coltivazione di olivi: «Il potenziale c’è. Manca il frantoio»

Morbegno, la Fondazione Fojanini fa il punto sul settore. Cinquanta ettari coltivati e 15mila piante in Valtellina. Borromini: «La Provincia adesso realizzi l’impianto».

Cinquanta ettari di terreno coltivati a ulivo e circa mille piante messe a dimora ogni anno. Sono i numeri illustrati dalla Fondazione Fojanini che riguardano la coltivazione in provincia di Sondrio di questa pianta la cui ripresa è avvenuta dagli anni ’90. L’occasione per fare il punto sull’olivo in Valtellina è stato l’incontro con gli olivocoltori lombardi organizzato dalla Comunità montana di Morbegno in concomitanza con le premiazioni del primo concorso al merito per gli oli extravergini prodotti in provincia di Sondrio.

«Abbiamo avviato questo progetto con l’intento principale del mantenimento del territorio - ha spiegato il tecnico della Fondazione, Ivano Foianini - visto che l’olivo è l’unica alternativa alla vite sui terrazzamenti che ricoprono il versante retico. I motivi sono da ricercare nelle condizioni del terreno – impervio e che trattiene poca acqua - e nella necessità di colture che non compromettano i muretti. La Valtellina ha potenzialità olivicola non inferiore ad altre zone della Lombardia e se un’attenzione maggiore va prestata agli inverni rigidi, questa stessa condizione porta dei vantaggi nel contrasto di alcune malattie della pianta».

Le piante ad oggi presenti in provincia sono 15mila e la produzione di circa 500 quintali di olive all’anno. Se mediamente vengono messe a dimora mille nuove piante ogni anno, lo scorso ha visto invece un aumento di 2mila piantine sicuramente anche grazie all’iniziativa della Comunità montana di Morbegno. L’iniziativa, lodata anche dal presidente della Fojanini Flavio Bottoni che ne ha riconosciuto «l’unicità in provincia e la lungimiranza legata alla prospettiva della realizzazione di un frantoio», è stata spiegata dal presidente della Cm Christian Borromini. «Lo scorso anno abbiamo avviato il progetto sugli olivi distribuendo a prezzo agevolato 1.100 piante riuscendo a recuperare così 30mila metri quadrati di incolti, con ricadute positive sul paesaggio e sulla sicurezza del territorio. Fondamentale per la buona riuscita dell’operazione è l’accompagnamento della Fondazione Fojanini che segue chi si avvicina a questa coltura trasmettendo le buone pratiche per la sua coltivazione».

Ad oggi gli olivocoltori valtellinesi fanno riferimento a frantoi fuori provincia. «Nel ruolo di assessore provinciale all’agricoltura che ho rivestito fino a pochi mesi fa - ha detto Borromini - ho appostato in bilancio 30mila euro per l’olivocoltura indicando la realizzazione del frantoio come una priorità. Conto sull’impegno dell’ente provinciale e degli altri del territorio affinchè questo obiettivo si realizzi dando risposta a una richiesta del territorio e dei numerosi che si sono avvicinati con passione a questa coltura».


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