Clima, la protesta parte da Sondrio
La traversata fra i monti, da Sondrio a Davos, inizierà martedì 21 gennaio

Clima, la protesta parte da Sondrio

Quattro alpinisti andranno con gli sci al World Economic Forum a Davos, nel cuore delle Alpi svizzere. Il promotore: «Diremo ai grandi del mondo di non badare più solo ai profitti ma ripensare al modello di business».

World Economic Forum, raduno economico mondiale 2020 di Davos, simposio tra i potenti della terra, la protesta passa da Sondrio. Quattro scialpinisti varesini, frequentatori e amici della Valtellina, devieranno dalle mete abituali per le gite con gli sci e le pelli di foca, ed effettueranno martedì 21 gennaio una simbolica traversata fra i monti, da Sondrio a Davos, Cantone dei Grigioni, Svizzera, per richiamare l’attenzione sulle criticità del clima e per chiedere che «siano applicati modelli di business più etici e sostenibili» .

Il Wef, World Economic Forum, che si tiene dal 21 al 23 del mese nella località elvetica, riunisce ogni anno circa 2.500 esponenti di primo piano del mondo economico, politico, scientifico e sociale. Durante l’incontro vengono discusse posizioni e soluzioni alle tematiche planetarie. Quella dei quattro varesini sarà una delle mobilitazioni, tanti militanti ambientali intendono fare rotta sulla piccola località alpina e lo scorso anno anche l’attivista svedese Greta Thumberg si era recata a Davos per chiedere maggiore impegno nel contrasto ai cambiamenti climatici. «Quest’anno andremo a Davos anche noi – ha affermato Giovanni Montagnani, 32 anni, ingegnere con un dottorato al Politecnico di Milano, una bimba di un anno e mezzo, fondatore del collettivo di divulgazione CrowdForest e sostenitore di Fridays for future, è lui il promotore della iniziativa – partiremo dalla Valtellina che, con le sue montagne, costituisce un patrimonio insostituibile per gli amanti dell’ambiente e delle Alpi. Con me – ha proseguito – ci saranno Luca Fontana, fotografo e influencer specializzato in terre selvagge; Michele Dondi, laureato in Matematica all’Università degli Studi di Milano, analista programmatore in ambito finanziario, appassionato di montagna, di trail e scialpinismo; Marco Tosi, guida alpina, tecnologo alimentare, 3 figlie, una vita per la montagna e per la tutela ambientale. Insieme facciamo montagna, verremo in una estate almeno 30 volte in Val Masino per alpinismo ed escursioni. La Valtellina è un tempio – aggiunge – per chi ama l’ambiente e le terre alte e il nostro scopo partendo da Sondrio è anche richiamare l’attenzione della opinione pubblica sui rischi che sta correndo questo delicato ecosistema».

Gli incendi, il ritirarsi dei ghiacciai, i dissesti idrogeologici che voi vivete, dice, sono guardati con enorme attenzione da tutto il mondo. «Lo ripeto, la Valtellina è un tesoro di valore immenso e con questa azione noi vogliamo portare sensibilità a tutta la montagna». I quattro attraverseranno le Alpi in assetto “self-sufficency” e a impatto zero. «L’arrivo a Sondrio e in Valmalenco, da dove prenderà il via la nostra azione dimostrativa – ha precisato Montagnani – avverrà con i mezzi di pubblico trasporto. Saremo a Davos per dire ai Ceo, gli amministratori delegati, delle grandi aziende del mondo, di non badare più solo ai profitti ma ripensare al modello di business che rispetti il pianeta. E parlando di sostenibilità, dobbiamo essere i primi a dare il buon esempio. Il contesto alpino, vive con drammaticità il surriscaldamento globale, il rischio è un degrado progressivo. Un rischio che va fermato».


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