Clamoroso: rubano televisore al Morelli
Un supporto vuoto al posto del televisore che allietava le ore dei degenti dell’Unità spinale del Morelli

Clamoroso: rubano televisore al Morelli

Furto in ospedale. Nella notte tra martedì e mercoledì l’apparecchio è sparito dalla sala a servizio dell’Unità spinale. La dottoressa Marutti sconcertata: «È un segno grave e di degrado» - Ieri l’Asst ha sporto denuncia ai carabinieri.

Non un furto all’Arsenio Lupin quello che si è compiuto all’ospedale Eugenio Morelli di Sondalo. Ma un atto davvero ignobile: il televisore della saletta utilizzata da degenti e familiari dell’unità spinale è sparito nella notte fra martedì 12 e mercoledì 13 febbraio. Ad accorgersi dell’accaduto Milena Marutti, dietista che riceve nell’ambulatorio al sesto piano del quinto padiglione del nosocomio. Il reparto di unità spinale si trova al terzo piano, mentre la saletta in questione, che si affaccia sul terrazzo e viene molto sfruttata dai pazienti, si trova al sesto piano.

Nella serata del 12 febbraio, fino alle 19,45 più o meno, un ragazzo con la mamma era nella sala a guardare il telegiornale. Dopodiché il buio: non si hanno più notizie di quanto accaduto in questo spazio.

«Generalmente alla mattina arrivo al lavoro in ambulatorio verso le 8 - racconta la dottoressa Marutti - e così anche mercoledì scorso. Subito mi sono accorta che mancava nel locale il televisore che l’Associazione volontari ospedalieri, presieduta da Marino Pozzi, aveva donato. Oltre al televisore era sparito anche il lettore cd regalato da un dipendente dell’ospedale. Prima ho fatto le verifiche del caso per capire se il televisore fosse stato staccato dalla parete perché guasto e fosse in riparazione, ma nessuno sapeva che fine avesse fatto. Abbiamo dedotto che si fosse trattato di un furto».

Ieri mattina l’Asst ha sporto denuncia rivolgendosi ai carabinieri di Sondalo, che avvieranno le indagini del caso. Il gesto ha suscitato molta amarezza fra pazienti e personale: «I degenti ci sono rimasti male - prosegue Marutti -. Io, personalmente, sono amareggiata e mi sembrano un gesto grave e un segnale di degrado. Non capisco che beneficio economico possano aver tratto gli autori o l’autore di questa azione. Trovo molto triste che sia venuto meno qualcosa che serve ad allietare e tenere compagnia a persone che fanno anche ricoveri lunghi e trovano in questa saletta uno spazio di condivisione e un ambiente che non assomiglia ad una camera di reparto, ma è come un salotto di casa. Fa specie che non si sia tenuto conto di questo utilizzo e finalità».

Nella sala, oltre alla televisione, c’è anche una libreria e anche alcuni computer visto che l’Avo (Associazione volontari ospedalieri) si è fatta carico di un abbonamento wi fi, in modo che ci sia la connessione ad Internet a vantaggio degli utenti della sala. Insomma, un furto tanto sgradevole quanto clamoroso perché un conto è mettersi sotto il braccio un libro o due di quelli della libreria o portare via farmaci, come sta accadendo purtroppo in molti ospedali d’Italia, un conto trasportare un televisore dal sesto piano di un ospedale. E suona davvero una beffa il cartello nella sala ricreazione con scritto: «Il materiale di questa saletta è un bene di tutti e per tutti. Siamo quindi obbligati a rispettarlo».


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