«Città alpina, orgogliosi di questo titolo»
Il passaggio di consegne del titolo di Città alpina da Bressanone a Morbegno avvenuto ieri (Foto by foto gianatti)

«Città alpina, orgogliosi di questo titolo»

Simbolico passaggio di testimone avvenuto ieri tra il sindaco di Bressanone e quello di Morbegno. L’associazione: «Questa è una piccola realtà virtuosa, bella, vivace, che sta portando avanti lo sviluppo sostenibile».

Il passaggio di testimone dal sindaco di Bressanone, Peter Brunner, a quello di Morbegno, Andrea Ruggeri, è stato l’atto simbolico per il conferimento del titolo di Città alpina 2019. La cerimonia ufficiale che si è svolta ieri nel tardo pomeriggio all’auditorium di Morbegno ha celebrato sotto il profilo istituzionale le due giornate di lavoro valtellinesi dei componenti dell’associazione città alpine e di altri ospiti che operano nelle Alpi.

Le riunioni tra addetti ai lavori si sono tenute ieri nella sala del consiglio comunale, mentre all’auditorium Sant’Antonio i rappresentanti istituzionali della provincia, con l’ambasciatore Markus Reiterer, segretario generale della Convenzione delle Alpi, e l’assessore regionale alla Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori, si sono incontrati per assistere al prestigioso riconoscimento toccato alla città del Bitto. L’ultimo atto questa sera alle 21,30 sempre all’auditorium di Sant’Antonio, dove la città sarà omaggiata da un concerto della Fanfara Lariana.

Come ha voluto sottolineare durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento Thierry Billet, vice sindaco di Annecy e presidente dell’associazione Città alpina dell’anno: «Morbegno rientra fra le piccole città virtuose che stanno portando avanti lo sviluppo sostenibile nelle Alpi. Una città bella, vivace, alla quale l’associazione è lieta di consegnare il riconoscimento al sindaco Ruggeri».

Proprio il sindaco si è detto «orgoglioso di fregiarci del titolo, la conferma che abbiamo indirizzato i nostri sforzi verso un buon percorso sostenibile, allo stesso tempo è anche uno stimolo per le iniziative future. In questi anni di lavoro con l’associazione e l’architetto Oscar Del Barba ho appreso due concetti determinanti: essere contornati dalle Alpi non impedisce di avere orizzonti molto ampi e vivere in montagna non significa necessariamente vivere oltre una certa quota altimetrica». E ancora: «Morbegno, tramite le amministrazioni che si sono susseguite nel tempo, ha sempre avuto la capacità di tutelare il proprio patrimonio storico, culturale e architettonico, apprezzato dalla giuria».

Per arrivare a essere Città alpina dell’anno, Morbegno ha aderito ai Protocolli della Convenzione delle Alpi «e il lavoro sino a qui è stato lungo. Ma essere insigniti del titolo non rappresenta solo un punto di arrivo, ma è lo stimolo per proseguire con ancora maggiore impegno nei tempi difficili che noi sindaci italiani ben conosciamo».

La cittadina di 12mila abitanti viene insignita del titolo per diversi meriti e aspirazioni. Come i servizi offerti: l’illuminazione a led su tutto il territorio, le auto elettriche a noleggio, le piste ciclabili, la conservazione di edifici storici; la promozione dell’agricoltura regionale, i suoi prodotti e l’approvvigionamento energetico sostenibile grazie al teleriscaldamento. «Sono orgoglioso che Morbegno abbia ricevuto questo importante titolo - ha commentato Massimo Sertori -, che rappresenta una straordinaria vetrina internazionale, non solo per la città, ma per l’intera provincia di Sondrio e la Lombardia».

Per il 2019 la nuova Città alpina dell’anno propone un programma variegato: come ospitare la conferenza finale YourAlps, che mira a promuovere l’educazione ambientale nelle scuole e proporre un “modello scolastico” alpino, o guardando al ruolo della donna in montagna.


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