Cigno nero di Legambiente a Livigno
Il letto asciutto dello Spöl, Livigno si batte per il deflusso minimo

Cigno nero di Legambiente a Livigno

Carovana delle Alpi. L’associazione ha penalizzato la località per eliski, ghiacciodromo e area artigianale. Il sindaco Bormolini replica punto per punto e rilancia: «Ma sulla battaglia per l’acqua dello Spöl siamo soli».

Legambiente boccia Livigno e le assegna la bandiera nera per il mancato rispetto delle risorse naturali. È il verdetto della “Carovana delle Alpi”, la campagna d’informazione e promozione della montagna, giunta all’edizione ventotto. Il “cigno nero” quest’anno è stato assegnato al Comune di Livigno per l’inadeguata e incontrollata programmazione urbanistica. Ecco i “capi d’accusa”. «Il territorio a sud del paese verso il passo della Forcola, isolato e finora salvatosi dall’aggressione urbanistica, era un’isola di quiete, con una ridotta viabilità, meta ideale per sci alpinisti, fondisti, ciaspolatori, ora è gravata dall’insediamento di una pista per la guida di auto su ghiaccio, che richiede centinaia di migliaia di litri di acqua e produce un elevato inquinamento atmosferico e acustico, anche in spregio a quanto prevede il piano acustico che la vorrebbe un’area di quasi silenzio. Dalla stessa zona si levano nella stagione invernale anche gli elicotteri utilizzati per l’eliski, pratica turistica considerata ovunque aggressiva per gli ambienti d’alta quota, ma che a Livigno ha trovato un suo spazio nell’offerta di una località che evidentemente ambisce a diventare, oltre a un gigantesco duty free, anche un parco divertimenti a cielo aperto. L’area è ora soggetta a previsioni urbanistiche per nuovi capannoni, nonostante i ricorsi su un piano attuativo, teoricamente decaduto, che ha concesso l’edificazione di 30mila metri quadrati di terreno in cui nel frattempo si continua ad assistere a un crescente degrado, dovuto ad accumuli di materiali e mezzi edili, con grossi movimenti terra e sversamenti».

Accuse che il sindaco di Livigno, Damiano Bormolini, rigetta: «Sono dieci anni che c’è la pista di auto sul ghiaccio e Legambiente si sveglia adesso? Abbiamo comunque in programma un’azione di mitigazione dei rumori, quando in pista saranno usate le auto elettriche. Per quanto riguarda l’eliski, non viene pratico nella zona che indica Legambiente: le zone nelle quali viene effettuato l’eliski sono state pianificate con la Provincia d Sondrio e non si invadono zone protette. Infine, per quanto riguarda l’area artigianale non è un piano decaduto. Il Tar ha riconosciuto la validità di parte del progetto ed è nostra intenzione attuarlo perché vogliamo togliere le attività produttive dal paese».

Questa la posizione di Legambiente: «Le bandiere nere assegnate quest’anno nell’ambito della “Carovana delle Alpi” testimoniano ancora una volta come le norme di tutela paesaggistica, che dovrebbero proteggere il territorio alpino, vengano troppo spesso eluse in nome di interessi privati a discapito del bene collettivo - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. L’area alpina, ad oggi rimasta una delle poche riserve di biodiversità della nostra regione, andrebbe invece difesa e tutelata per il suo elevato valore naturalistico».

Ma Bormolini non accetta lezioni: «Quello che dice Legambiente non fa testo. Da anni siamo impegnati nella battaglia per il rilascio del flusso vitale dello Spöl, ma su questo argomento, chissà come mai, Legambiente tace».


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