«Ciapél d’oro, tremila volte grazie»
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«Ciapél d’oro, tremila volte grazie»

È il numero dei visitatori che si sono fermati a mangiare o hanno scelto le proposte artistiche e musicali. La presidente della Pro loco, Mozzi: «Il vero vincitore della festa e della mostra-concorso credo sia il volontariato».

La scena indubbiamente è dei piccoli viticoltori, poiché il Ciapél d’oro è nato proprio per premiare chi produce il vino migliore. Ma se si guarda dietro le quinte della quattro giorni di mostra-concorso, che si è appena conclusa a Castione, si scopre che c’è anche un altro vincitore. Lavora instancabile e non chiede nulla in cambio: è il volontariato.

Aspetto, questo, che è stato notato dai chi da giovedì a domenica scorsi ha fatto tappa nel piccolo paese retico vestito a festa. Non pochi i visitatori, stando ai numeri resi noti ieri dalla Pro loco, da 34 anni promotrice della manifestazione: «Non possiamo che dire più di tremila volte grazie» premette con grande soddisfazione Michela Mozzi, presidente del sodalizio. Tanti infatti sono stati quelli che hanno accettato l’invito della Pro loco: chi a mangiare, chi per visitare la mostra “Vignea Bronzea” dell’artista tiranese Valerio Righini, chi per non perdersi le note di Ambria Jazz. Ma anche chi, per semplice curiosità, turista in Valle si è fermato alle porte di Sondrio.

«È andata in continuo crescendo: giovedì non sono mancati i visitatori - prosegue Mozzi -, aumentati venerdì con il botto sabato sera: un vero pienone». Anche domenica, in occasione della cerimonia di premiazione, seguita poi dalla cena, più di 400 persone hanno fatto visita al Ciapél, ma «il vero vincitore della festa e della mostra-concorso credo sia il volontariato - pone l’accento la presidente -. Nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza i tanti volontari a cui vanno i miei personali ringraziamenti».

Una cinquantina almeno quelli che instancabili hanno lavorato da mattina a sera. Una quindicina di questi, giovanissimi. Tutti ragazzi e ragazze residenti in paese che hanno servito ai tavoli, con i complimenti dei commensali: «Non è autocelebrativa la mia affermazione - puntualizza -, ma abbiamo ricevuto davvero tanti apprezzamenti per la qualità delle portate uscite dalla cucina (ai fornelli una ventina di volontari, tra cui anche il direttore della Secam Andrea Mariani, castionese in versione chef) che per la velocità e la puntualità del servizio ai tavoli».

Un menu che piace quello che fa da contorno al concorso: «Sicuramente i più apprezzati, in termini di piatti venduti, sono stati i taroz e la polenta. Ma anche la nostra specialità, i fugasciùn – piatto povero della tradizione locale a base di tagliatelle rustiche fatte con farina bianca, condite con verze, patate e formaggio – stanno guadagnando consensi. Ne sono stati consumati il doppio dell’anno scorso, quando li abbiamo proposti per la prima volta».

Tra le novità dell’edizione 2018 in menu, l’accoppiata sciatt e vino, proposta alle 22: «È piaciuta molto. Uno stuzzichino che è stato scelto sia da chi aveva cenato prima, che da quelli che sono arrivati dopo cena. Ma è piaciuto molto anche il vino della Pro loco, etichetta 2016, frutto delle uve delle nostre vigne» conclude Mozzi dicendo ancora una volta «grazie a tutti».

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