Ci ha lasciato Perego   Ragno galantuomo  «Uno dei più grandi»

Ci ha lasciato Perego

Ragno galantuomo

«Uno dei più grandi»

Lutto L’alpinista si è spento ieri all’età di 84 anni

Conquistò con Cassin la vetta del McKinley nel 1961

Pirovano (Cai): «Taciturno, era molto apprezzato»

Ieri ci ha lasciato Romano Perego, uno dei più grandi alpinisti lecchesi: tanto grande quanto discreto.

Nato a Pagnano, frazione di Merate, nel 1934, Perego fu conquistato dalle rocce del Resegone e della Grigna e in breve la montagna divenne la sua vita, così come il Gruppo dei Ragni fu la sua casa. Entrò nei maglioni rossi nel 1960 ed in breve diventò uno dei massimi esponenti dell’alpinismo lecchese, specialista dell’arrampicata su roccia, ma anche delle vie di misto e di alta quota. Era amico di tutti e sapeva rispettare i suoi compagni. Una caratteristica riconosciuta da coloro che l’hanno frequentato.

Di questa sua capacità di non litigare con nessuno diede un’interpretazione originale Casimiro Ferrari: «Io ho un caratteraccio e ho sempre litigato con i miei compagni di cordata. Con Romano invece mi sono sempre trovato bene: lui non parlava mai e io non riuscivo a litigare».

La storica impresa

C’era anche Romano Perego nel 1961 quando la spedizione del Cai Lecco guidata da Riccardo Cassin conquistò il McKinley, la montagna più alta del Nord America. Con lui, oltre a Cassin, c’erano alcuni dei più bei nomi del nostro alpinismo: Luigi Airoldi, Luigino Alippi, Jack Canali e Annibale Zucchi. Di questi sei grandi alpinisti ora resta solo Luigino Alippi che a Romano Perego era molto affezionato: «Eravamo più amici adesso che ai tempi delle nostre scalate. Ci trovavamo spesso durante le serate dedicate alle nostre montagne, anche se lui è sempre stato un taciturno e non amava molto parlare in pubblico. Scalare con lui era fantastico perché lui era forte e determinato: arrampicava e non parlava mai. Adesso sono rimasto solo io che ho 88 anni e che non ero certo il più giovane del gruppo che conquistò il McKinley».
Una pagina speciale dedicata a questo simbolo dell’alpinismo lecchese su “La Provincia di Lecco” di mercoledì 13 febbraio in edicola


© RIPRODUZIONE RISERVATA