Chiusa la caccia ai cervi  «Diminuiti gli incidenti»
Per i cacciatori l’abbattimento ha avuto il merito di allontanare i cervi e di far diminuire gli incidenti

Chiusa la caccia ai cervi

«Diminuiti gli incidenti»

Colmen di Dazio: il presidente del comprensorio Marchesini soddisfatto del risultato. «Molti ungulati sono andati via», ma per il consigliere Molta non basta.

Si chiude la caccia ai cervi sulla Colmen. Giovedì, come da calendario stabilito dalla Provincia, i cacciatori scelti dal Comprensorio alpino di caccia del Morbegnese si sono spostati per l’ultima volta sull’area sul comune di Dazio per tenere a bada una popolazione di ungulati che ha raggiunto proporzioni capaci di preoccupare proprietari agricoli e automobilisti.Sono 44 i capi abbattuti in totale sui 50 previsti dallo speciale calendario venatorio provinciale voluto per fare fronte all’emergenza.

«Un buon risultato che ha cominciato a dare i primi segnali positivi, come la drastica riduzione degli incidenti stradali», secondo Enrico Marchesini, presidente dei cacciatori della Bassa valle. Molto c’è ancora da fare secondo il consigliere comunale di Dazio, Oscar Molta, «perché i muretti a secco sul territorio vengono ancora rovinati dal passaggio degli animali, così come le vigne, orti. E i danni per le aziende agricole ci sono ancora». Durante le battute di caccia delle scorse settimane sono stati uccisi 44 cervi, di cui 9 nati nell’anno in corso, 23 femmine adulte dai due anni in su, 8 femmine giovani di un anno, 4 maschi giovani. «Gli abbattimenti sono andati progressivamente diminuendo col tempo - dice Marchesini - dai 7, 8 cervi in media nei primi giorni , siamo passati a tre, due capi delle ultime settimane. Questo significa che gli animali si sono spostati altrove, che si sono avvicinati alla Colmen in gruppi meno numerosi e quindi hanno trovato habitat diversi da questa zona. Quindi, nonostante l’abbattimento, è paradossalmente vero che a qualcuno di loro abbiamo salvato la vita».

E continua: «Il dato sicuramente più positivo riguarda il calo degli incidenti stradali nei dintorni della montagnetta di Dazio causati dall’impatto degli ungulati sui mezzi di passaggio. È indubbio quindi che un primo segnale positivo questo provvedimento l’abbia avuto, come hanno riconosciuto anche i residenti che, al di là di quelli contrari per principio alla caccia si sono accorti del cambiamento. Ora - conclude -. Restiamo in attesa delle decisioni della Provincia per il prossimo anno».

Un futuro dove l’amministrazione di Dazio, per voce del consigliere Molta, vede la necessità di nuovi «interventi della Provincia, perché in alcune aree il problema resta e difficilmente si seminerà in paese un nuovo orto che verrà rovinato dai cervi, così, come è accaduto anche per il foraggio delle aziende agricole, che, mangiato dagli ungulati, è stato poi recuperato in pianura Padana per alimentare le bestie d’allevamento».


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