Chiavenna, più prestazioni alle neo mamme
L’ospedale di Chiavenna

Chiavenna, più prestazioni alle neo mamme

Al Polo materno infantile i dati sono rassicuranti. Nel 2018 erogate 5420 prestazioni a 1600 utenti.

Sono in crescita, abbastanza netta, le prestazioni del consultorio famigliare, ora chiamato Polo Materno Infantile, dell’ospedale di Chiavenna. I dati diffusi dall’Asst Valtellina e Alto Lario dimostrano come a Chiavenna, benché non si partorisca più visto che il punto nascite è stato chiuso lo scorso anno, quantomeno continuano a essere erogati i servizi legati all’assistenza. Anzi, sono più di prima.

Durante il 2018 sono state erogate 5420 prestazioni su 1600 utenti, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Sono state prese in carico 101 gravidanze e da questo punto di vista i primi dati del 2019 sono decisamente confortanti.

Nei primi mesi dell’anno sono 72. Tante, decisamente, se si pensa che gli ultimi dati sulle nascite a Chiavenna, prima della chiusura del reparto, parlavano di 109 nati. Una volta nati i presi in carico dal consultorio sono stati un buon numero lo scorso anno. Non tutti, ovviamente, si rivolgono al servizio. I presi in carico sono stati 193 nel 2017 e 198 lo scorso anno con una media di 6 prestazioni per nato il primo anno e 8 lo scorso anno.

«Attualmente al consultorio sono in carico 72 gravidanze – ha spiegato la coordinatrice del servizio Stefania Casati durante l’inaugurazione del Punto Materno Infantile tenutasi venerdì – che per il bacino di utenza valchiavennasco è sicuramente un ottimo numero. Grazie al progetto Interreg riusciamo a varare servizi per cui la donna sia al centro della gravidanza e l’ostetrica l’accompagni, in autonomia per le gravidanze non problematiche, lungo tutto il percorso. Alla prima visita in gravidanza alla donna saranno presentate due ostetriche.

Una l’ostetrica primaria del caso e una secondaria che subentrerà nel caso la prima fosse assente quel giorno. Alla donna non capiterà mai durante una visita di trovarsi davanti un volto sconosciuto. Le ostetriche seguiranno la donna sia nel percorso a basso rischio ostetrico sia in quello non a basso rischio, in collaborazione con il ginecologo. Finito il passaggio della gravidanza, si riprende in carico la puerpera con le visite domiciliari, già attive dal primo marzo. Il bambino viene seguito fino ai due anni nello Spazio Mamma. Crediamo di essere in grado di garantire una presa in carico molto forte, sia per quanto riguarda la gravidanza sia per il post parto».

Lo snodo irrisolto, però, rimane quello del pediatra. Non disponibile tutti i giorni. Scettico il comitato Insieme per l’Ospedale sull’iniziativa di venerdì: «Di fatto è stata indetta un’inaugurazione per un servizio già esistente, seppur in parte incrementato con le visite domiciliari delle ostetriche e delle puericultrici. In realtà, non è ancora il potenziamento preventivato dalla delibera di settembre 2018, nominata anche dal sindaco Della Bitta nel suo discorso».


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