Chiavenna, oggi ospedale chiuso per la festa del patrono: ma è quello di Sondrio
I cartelli all’ingresso dell’ospedale. L’Asst ha precisato che saranno garantiti i servizi essenziali

Chiavenna, oggi ospedale chiuso per la festa del patrono: ma è quello di Sondrio

Non è piaciuta la decisione di adottare la stessa data del 19 giugno del capoluogo valtellinese. Patrizia Pilatti: «Che nel 2019 si torni a San Lorenzo».

Oggi l’ospedale di Chiavenna è rimasto chiuso per la festa del patrono. Ma non stiamo parlando di San Lorenzo che si festeggia, come ben sanno tutti i valchiavennaschi, il 10 agosto. Oggi è il giorno di San Gervasio e Protasio, patroni di Sondrio, «sede legale dell’Asst e pertanto, per ragioni organizzative, è stata uniformata la data della celebrazione del patrono in tutta la rete dei presidi da Livigno a Menaggio».

Sono stati in ogni caso garantiti i servizi essenziali, precisano dall’Azienda nei cartelli affissi all’ingresso della struttura. Avvisi che hanno lasciato senza parole moltissime persone, tutt’altro che soddisfatte da questa spiegazione.

«Questa decisione va contro la storia, il buon senso e la geografia, perché si celebra un patrono che dista sessanta chilometri dalla nostra città - commenta il presidente del Centro di studi storici valchiavennaschi Guido Scaramellini -. Ci sono varie altre aziende e organizzazioni attive a Chiavenna, ma con la sede principale a Sondrio, ad esempio le nostre due banche locali. Non ho mai assistito a chiusure nel giorno del patrono del capoluogo. Qui si festeggia San Lorenzo».

Non sono soltanto gli studiosi di storia a storcere il naso di fronte a questa novità. Come premesso, anche numerosi operatori del settore sanitario, i pazienti e tutti gli altri cittadini che si sono trovati di fronte a queste indicazioni sono rimasti senza parole, in un periodo decisamente complicato per la sanità locale e in particolare per il futuro dell’ospedale di Chiavenna. A rischio, secondo quanto emerso nei giorni scorsi da un confronto fra i sindaci e l’Asst, non c’è soltanto il punto nascite, ma più in generale tutta la struttura a causa della carenza di medici in ospedale.

«Chiaramente nella fase attuale questo è l’ultimo dei problemi, ma abbiamo già segnalato il nostro punto di vista su questa decisione - sottolinea dall’assemblea distrettuale dei sindaci Patrizia Pilatti, primo cittadino di Mese -. Una scelta senza dubbio legittima, ma sicuramente un po’ strana, che secondo vari osservatori non presta un’adeguata attenzione al territorio. Ci sono molte aziende, infatti, che declinano la celebrazione del patrono sulla base della localizzazione delle singole sedi. Abbiamo quindi chiesto all’azienda di tornare a celebrare, nel 2019, San Lorenzo, come si è fatto in passato».

«La decisione di ricondurre al 19 giugno, festa di San Gervasio e Protasio, patroni di Sondrio, città in cui ha sede legale Asst ValtLario, la celebrazione della festività del santo patrono a livello aziendale è una misura condivisa con le rappresentanze sindacali, senza che emergessero motivi ostativi». Lo precisa l’Azienda dopo le perplessità emerse a Chiavenna in seguito alla decisione di chiudere l’ospedale nella giornata di ieri. A stupire i valchiavennaschi è stata la celebrazione della festa di una città che dista sessanta chilometri e non di San Lorenzo, celebrato il 10 agosto in tutte le altre organizzazioni, aziende e istituzioni della città.

«Per un’azienda come la nostra che, dal 2016, ha ampliato il proprio territorio di pertinenza comprendendo anche tutto il Medio e Alto Lario e, ancor più, ha mutato la propria mission, erogando non solo sanità ospedaliera, ma anche territoriale, - precisano Rosella Petrali, direttore socio sanitario di Asst ValtLario e presidente del tavolo trattante sindacale aziendale, e Carlo Maria Iacomino, direttore amministrativo di Asst ValtLario - seguire il calendario dei patroni di tutte le singole sedi diventava molto complicato».

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