Chiavenna, nasce nucleo Alzheimer  Dalla Regione via libera a 19 posti
La struttura di via Raschi presto sarà oggetto di lavori

Chiavenna, nasce nucleo Alzheimer

Dalla Regione via libera a 19 posti

Casa di riposo, il bando regionale non riguarda però posti aggiuntivi nella struttura di via Raschi. Da quantificare l’importo dei lavori che sarà necessario fare per attrezzare spazi e servizi.

Un nucleo dedicato ai malati di Alzheimer alla casa di riposo di Chiavenna. Via libera della Regione Lombardia alla trasformazione di 19 posti di residenza sanitaria assistenziale in letti dedicati a chi soffre della terribile malattia degenerativa. Non posti letti aggiuntivi rispetto alla dotazione attuale della casa di riposo, purtroppo vista la lunghezza della lista d’attesa, ma un passo avanti significativo vista l’incidenza della malattia nei casi presi in carico dalla fondazione della casa di riposo della Valchiavenna: «L’Ats – spiega il direttore Gian Franco Boffi – ha partecipato a un bando di Regione Lombardia che apriva questa possibilità e la casa di riposo di Chiavenna si è aggiudicata la parte più rilevante dei posti a disposizione. Siamo, ovviamente, molto soddisfatti di questa apertura arrivata dalla Regione. Un segnale importante, anche se non risolutivo».

Per far nascere il nucleo Alzheimer al centro di via Raschi serviranno, però, lavori strutturali. Tutti da quantificare: «Il nucleo Alzheimer rispetto ai reparti riservati alla normale Rsa richiede spazi maggiori, sistemi di sicurezza che impediscano ai malati la fuga e altri accorgimenti – continua Boffi -. C’è poi la parte riguardante l’assistenza che richiede un monte ore aggiuntivo per ogni singolo malato».

Su questo fronte arriverà in soccorso la stessa Regione. Il bando, infatti, prevede un contributo aggiuntivo di 11 euro a ospite al giorno per questi casi. Nel corso degli ultimi decenni il tipo di ospite della casa di riposo è radicalmente cambiato. Tanto che ora di anziani autosufficienti che si mettono in lista per entrare non ce ne sono più.

L’età media è salita notevolmente e le condizioni di salute generali sono nettamente peggiorate: «La notizia è positiva – commenta il neo presidente della Comunità montana Davide Trussoni – e come ente siamo pronti a fare la nostra parte. Purtroppo non si tratta di posti aggiuntivi, e quindi il cronico problema della lista d’attesa non sarà alleviato».

Nuovi accreditamenti, infatti, al momento non paiono possibili. Quel che è certo è che sulla struttura, ampliata ormai una ventina di anni fa, occorre intervenire: «Intendiamo farci promotori di un intervento straordinario di rifacimento e ammodernamento della struttura Rsa Città di Chiavenna - conclude Trussoni - al fine di migliorare la qualità dell’offerta anche in termini di spazi e funzionalità e lavorare all’obiettivo di incrementare il numero di ospiti da accogliere presso la nostra realtà».


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