«Chi ha il contatore prima pagava  anche per gli altri»
Secam ha ricevuto oltre sedicimila domande di posa di contatori

«Chi ha il contatore prima pagava

anche per gli altri»

Il caso acqua: l’Ufficio d’ambito replica alle critiche. «La quota per il forfettario passa da 153 a 250 metri cubi ed è stata approvata con i sindaci senza voti contrari».

Le tariffe attuali creano «una disparità di trattamento», perché i dati sui consumi dell’acqua mostrano come «gli utenti dotati di contatore pagano in parte anche per chi il contatore non ce l’ha», quindi si è deciso di intervenire per correggere la situazione. Così l’Ufficio d’ambito ha spiegato, in una nota diffusa ieri, il criterio che ha portato alla proposta di modifica delle tariffe del servizio idrico integrato approvata mercoledì dall’assemblea dei sindaci, nel quadro della revisione del piano d’ambito: come noto, se il consiglio provinciale darà il via libera definitivo, da luglio la quota da pagare per gli utenti sprovvisti di contatore passerà da 153 a 258 metri cubi, se decideranno di continuare con il regime forfettario.

Sull’aumento alcuni sindaci hanno espresso delle perplessità nei giorni scorsi, mentre il Coordinamento acqua pubblica della provincia di Sondrio ha criticato la proposta che secondo il gruppo prevede «qualche sconticino a chi ha il contatore e consuma pochissimo, bastonate a tutti gli altri», e ieri l’Ufficio d’ambito ha deciso di rimarcare alcuni punti con una nota ufficiale.

La revisione del piano e delle tariffe, si legge nel testo, è arrivata all’interno di «un momento di verifica sulla tenuta dell’equilibrio economico e finanziario della gestione dei servizi idrici», dopo due anni di gestione Secam. E l’analisi ha dato esito positivo, rimarcano dall’Ufficio d’ambito, tanto che l’impianto tariffario «proseguirà come previsto culminando nell’anno 2019, quando gli utenti residenti di tutti i Comuni della provincia di Sondrio pagheranno l’acqua allo stesso modo, mettendo fine alle grandi disparità tra gli utenti dei vari Comuni vigente prima della gestione d’ambito». In questo quadro, però, secondo l’Ufficio d’ambito c’era «un’altra disparità di trattamento» su cui intervenire, e l’aumento della quota da pagare per chi sceglie il regime forfettario va in questa direzione. «Nel 2014 il volume è stato definito in 153 metri cubi all’anno – si legge nella nota -, calcolato come media dei consumi misurati presso gli utenti dotati di contatore. Nella realtà però i dati forniti da Secam dimostrano che nei Comuni sprovvisti di contatori all’utenza i consumi sono molto più elevati, con la evidente conseguenza che gli utenti dotati di contatore pagano in parte anche per chi il contatore non ce l’ha. Inoltre, delle oltre 16mila domande di posa pervenute a Secam la grande maggioranza è stata presentata da non residenti, dando ad intendere che il volume di 153 metri cubi sia stato ritenuto dai residenti economicamente conveniente rispetto ad avere lo strumento di misura».

Di qui è nata la decisione di portare la quota da pagare a 258 metri cubi all’anno, «determinato come volume medio immesso in rete per utenza nei Comuni sprovvisti di contatore», spiegano ancora dall’Ufficio d’ambito, e di introdurre «alcune riduzioni tariffarie» per gli utenti dotati del misuratore dell’acqua. «Per il singolo utente – ricorda poi l’ente - è sufficiente formulare domanda di posa del contatore a Secam per abbandonare il regime “forfettario” ed entrare nel regime “ a consumo”». Ma c’è anche un altro elemento che l’Ufficio tiene a sottolineare: la proposta è stata approvata «con i voti di amministratori rappresentanti oltre il 75% della popolazione dell’Ato di Sondrio» e senza voti contrari, conclude la nota, «segno evidente che l’Ufficio d’ambito grazie al continuo confronto con gli amministratori locali ha trovato soluzioni adatte a migliorare il servizio nell’interesse generale dell’utenza».


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