Che aria cattiva, ma Sondrio respira
Sondrio, il riscaldamento accesso spesso rende l’aria irrespirabile (Foto by Luca Gianatti)

Che aria cattiva, ma Sondrio respira

È l’unico capoluogo di provincia che non supera gli standard europei per numero di giornate di inquinamento. Lo studio di Legambiente sulla Lombardia evidenzia un preoccupante peggioramento delle concentrazioni di Pm10 .

Smog e inquinanti nei capoluoghi di provincia, se in Lombardia “tira” un’aria sempre più tossica, a Sondrio ci si distingue, si respira bene, o comunque «meglio che altrove», con aria al top tra i grandi centri in regione.

Pochi i giorni in cui si sforano i limiti contemplati in contesto urbano dalle norme europee, anche se il trend non fornisce solo indicazioni consolanti: si sconta in verità una crescita minima rispetto allo scorso anno, sul volume complessivo delle emissioni. Legambiente Lombardia ha pubblicato con il nuovo anno il report sulla qualità dell’aria in regione nel 2017 e, la mappa dello smog, quasi ovunque, riporta indicazioni allarmanti.

«Milano e la Lombardia – ha annunciato l’associazione ambientalista – chiudono un anno molto grigio, con aria fuori legge 1 giorno su 4». Il 2017, ha ribadito Legambiente, ha purtroppo fatto registrare rispetto al 2016 un chiaro peggioramento in pressoché tutti i nostri capoluoghi. «Crescono le concentrazioni medie di Pm10, il “Particulate matter” o particolato, materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche e che si respira».

Si infittiscono anche le giornate “nere”, quando lo smog supera i limiti fissati dalle norme europee. Per quanto riguarda i dati relativi alle “concentrazioni medie annue di Pm10” nei capoluoghi, nel confronto 2016-2017, secondo elaborazioni su dati Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente, «il record di città più inquinata spetta a Cremona, centro che soffre per traffico, industria e impianti termici. E sul quale pesa il “contributo” delle emissioni agrozootecniche, da cui dipendono gran parte della formazione di particolato secondario che aleggia sulla Pianura Padana».

Cremona eccede nel 2017 il dato medio di inquinamento tollerato secondo gli standard europei, ma nessuna città può vantare un’aria veramente salubre, conforme cioè alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che abbassano l’asticella del Pm10 a meno di 20 mg/mc di media annua.

L’unico capoluogo lombardo che si avvicina a questi parametri nel 2017 è Sondrio, concentrazione media di 24,1 mg/mc. In moderata crescita rispetto al 2016: si passa da un dato del 21,8% al 24,1%. Anche nello “sforamento delle soglie” Cremona è “maglia nera” con 105 giorni vissuti tra strade, case, scuole oltre la “soglia critica” dei 50 mg/mc, i parametri comunitari. Un po’ migliore la situazione nei capoluoghi insubrici, Lecco, Varese e Como e Sondrio, che con 22 giorni è l’unica città a non avere superato nel 2017 la tolleranza di 35 giorni contemplata dalle norme europee.

«Si peggiora – ha reso noto Legambiente –, i dati mostrano una tendenza al rallentamento di un trend positivo che era in corso da decenni. La riduzione delle concentrazioni medie ha infatti lasciato il posto a una stabilizzazione dei valori nell’ultimo quinquennio, segno che, probabilmente, si sta esaurendo l’effetto del miglioramento delle motorizzazioni, in particolare per quanto riguarda i diesel, grandi responsabili di emissioni. Evidentemente, né il piano regionale né l’accordo antismog stanno dando risultati differenti da quelli attesi solo sulle tendenze di lungo periodo. Le misure per la lotta all’inquinamento – ha dichiarato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –si confermano insufficienti a conseguire i miglioramenti necessari entro tempi accettabili occorrono interventi più drastici a partire da una road map per l’estinzione dei motori diesel e dall’attivazione di misure sul fronte delle emissioni di fonte zootecnica».


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