Cervo investito sulla provinciale  «Apriamo la caccia alla Colmen»
Il cervo investito ieri mattina lungo la provinciale da un automobilista

Cervo investito sulla provinciale

«Apriamo la caccia alla Colmen»

Dazio, l’animale è morto, l’auto è stata danneggiata, l’uomo al volante è rimasto illeso. Le doppiette: «Servono precisi piani di abbattimento, ignorare il problema è dannoso».

«Ignorare il problema è inutile e dannoso. Il numero dei cervi è eccessivo e senza un’apertura alla caccia sulla Colmen, che speriamo di ottenere con il nuovo piano faunistico venatorio, incidenti e problemi alle colture sono destinati a permanere e a crescere».

Così interviene il presidente del comitato del comprensorio alpino di caccia di Morbegno, Enrico Marchesini dopo l’ultimo incidente che ha visto ieri mattina, poco dopo le 7, l’investimento di una cerva lungo la provinciale all’ingresso del paese di Dazio.

Un uomo che transitava con la sua auto provenendo da Morbegno si è ritrovato davanti all’auto l’animale che, schivato un altro veicolo che procedeva in direzione opposta, è finito trascinato dalla macchina riportando ferite mortali. Incolume, sebbene spaventato, il conducente dell’auto che stava raggiungendo una casa di villeggiatura poco a monte di Dazio:«Non ho potuto evitare l’impatto – ha detto l’uomo che per diverse ore ha atteso l’arrivo delle guardie venatorie, presidiando l’animale morto in mezzo alla strada e la macchina che ha subito diversi danni soprattutto per la rottura del radiatore – percorro questa strada molto spesso e sembra insolito che sia successo a quest’ora del giorno, in pieno sole».

La zona è però tra quelle maggiormente frequentate dalla numerosa colonia di cervi che vive sulla Colmen di Dazio e l’avvistamento di questi animali è usuale soprattutto nelle ore notturne e nelle prime ore della mattina:«Abbiamo raccolto e consegnato in Provincia più di 2.200 firme, in risposta alle mille della Lav che promuoveva un’oasi naturale protetta, per chiedere la conversione della zona della culmine di Dazio in zona speciale di divieto caccia eccetto che per il cervo – spiega Marchesini – e contiamo di portare avanti positivamente il discorso in vista della stesura del piano faunistico provinciale che dovrebbe essere definito nei prossimi mesi. Alternative non ne vediamo per porre rimedio a questa situazione che ricade sulla sicurezza degli automobilisti, sull’agricoltura della zona, su tutto l’ambiente. Non si tratta di aprire una caccia indiscriminata bensì di operare come avviene ovunque secondo precisi piani di abbattimento ponderati sulla base di censimenti che abbiamo condotto e conduciamo a fianco delle guardie provinciali».


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