Lunedì 16 Settembre 2013

Cervi da abbattere, c’è lo stop

Respinto il progetto provinciale

Si stima che sarebbero circa 250 gli ungulati che vivono sulla Culmen

L’Ispra di Bologna ha respinto il progetto di abbattimento controllato del cervo sulla Culmen di Dazio, inviata a giugno dalla provincia di Sondrio, a seguito delle proteste di numerosi abitanti e delle prese di posizione di sindaci e amministratori dei comuni confinanti con la Culmine, come Ardenno, Dazio, Civo e Morbegno.

L’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale con una propria nota, giustifica il rigetto richiamando la legge 157 che «ammette la possibilità di ricorrere al controllo della popolazione come strumento finalizzato alla tutela delle produzioni agricole, ma solo se motivato dalla presenza di danni significativi.

Tuttavia - prosegue - la tutela deve essere garantita prioritariamente attraverso l’applicazione di metodi ecologici» che sulla Culmen non sono stati attuati, ad esempio procedendo con un trasferimento dei capi in altre zone. L’Ispra, inoltre contesta il fatto che non siano state prese misure di prevenzione e invita a muoversi all’interno degli strumenti di programmazione territoriale piuttosto che con interventi di controllo straordinari, suggerendo la trasformazione della Zrc, in area di rispetto con la possibilità di effettuare il solo prelievo del cervo, visto che l’area ha «assolto ed esaurito le funzioni di tutela di questo ungulato, che ha motivato in parte la sua istituzione alla fine degli anni sessanta».

Alla luce delle considerazioni dell’Ispra, l’assessore alla Caccia Severino De Stefani, per la prossima stagione, già aperta da sabato, proporrà l’istituzione di tre appostamenti fissi di cacciatori per l’abbattimento di un numero di capi ancora da definire, in attesa della revisione o del rifacimento del Piano Faunistico Venatorio. La proposta sarà discussa nella commissione competente e portata quindi in consiglio provinciale il 27 settembre.

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