«Certo è un lupo, forse arriva da Menaggio»
L’esemplare di lupo immortalato da Stefano Gilardi mentre guada il Mera

«Certo è un lupo, forse arriva da Menaggio»

L’esemplare immortalato a Novate potrebbe essere una femmina che ha avuto una cucciolata. La guardia venatoria Mozzetti: «Probabilmente gira molto, sondando il terreno per cercare aree vergini».

Ha destato parecchia curiosità l’avvistamento di un lupo immortalato da un appassionato di fotografia, Stefano Gilardi, a Novate Mezzola. Monitorare la presenza del lupo non è cosa facile, perchè si tratta di un grande predatore per nulla avvezzo a farsi “riconoscere” dall’uomo. «È un tale fifone – assicura Ettore Mozzetti, guardia venatoria provinciale -, che l’avvistamento di due domenica fa, alla foce del Mera, (di cui abbiamo trattato ieri su queste stesse colonne, nda) è eccezionale. Il lupo non ha avvertito la presenza dell’uomo, posizionato sottovento, ed ha proceduto tranquillo. Ma è un fatto più unico che raro. A me non è mai capitato di vedere un lupo. Tracce, orme, escrementi, sì, ma dal vivo, mai. Un mio collega, l’anno scorso, ne ha fotografato uno nella zona di Trivigno».

Tuttavia la presenza del lupo è accertata sul nostro territorio, e più in generale su quello lombardo e su quello svizzero. «Gli animali non conoscono confini per cui vanno un po’ di qua e un po’ di là dai medesimi – assicura Mozzetti -. Noi, una volta appurata la loro presenza, li censiamo e li monitoriamo, stilando, per ciascuno, una specie di carta d’identità. Per farlo occorre entrare in contatto con elementi che lo permettano, come secrezioni tipo saliva, peli, escrementi, resti di cibo. Di sicuro, al momento, sappiamo della presenza di una coppia di lupi nella valle sopra Menaggio, al confine con la Svizzera. Hanno appena avuto la cucciolata e l’hanno fatto in territorio elvetico, ma si muovono molto anche su quello italiano. E, con ogni probabilità, la femmina fotografata in bassa Valchiavenna, intenta a tuffarsi nelle acque del Mera, era la mamma dei lupacchiotti svizzero-comaschi. Consideriamo il fatto che questo animale si muove molto, se e quando vuole, e lo fa anche per “sondare il terreno”, testare aree vergini dove, magari, ipotizzare un trasferimento».

Chissà, quindi, se mamma lupa possa aver valutato interessante un trasloco sul Mera. «Come detto, poi, un lupo è stato avvistato in zona Trivigno lo scorso anno – insiste Mozzetti – e un secondo lupo è presente in zona Val Belviso, Val Berbellino, nei pressi di Aprica, nella riserva privata della Fiocchi di Lecco. Già sei anni fa ne era stato avvistato uno, in questa riserva, di cui, poi, non si era saputo più nulla, ma, ora un secondo è dato per presente. Infine, nei nostri paraggi, il lupo è presente in zona Castasegna-Maloja, un esemplare di sicuro, che, peraltro, ha predato quattro pecore a inizio anno. Nelle alpi svizzere più interne, poi, c’è un interessante branco di lupi a Calanda, sopra Coira, e una pista di lupo, ancora, l’ho rinvenuta nel maggio dello scorso anno in Valle di Lei, sotto il pizzo Palù. Ma l’esemplare dovrebbe aggirarsi nei boschi attorno a Innerferrera, nei Grigioni».

Questa è la mappa delle presenze accertate che, ovvio, si palesano, o nel caso in cui il lupo sia avvistato, assai remoto, o nel caso in cui se ne intercetti fortuitamente la pista, le orme o gli escrementi, o, peggio, nel caso in cui si manifesti tramite predazione. «L’unica, negli ultimi anni, - precisa Mozzetti – è quella verificatasi a Malinone di Villa di Chiavenna lo scorso anno, quando, il lupo, “sconfinato” da zona Castasegna-Maloja, ha predato due pecore in una malga. È un problema che si può risolvere o custodendo le greggi o ponendo a loro custodia i cani maremmani, come si fa, con successo, in Appennino e in Abruzzo. Noi, comunque, se avvisati, interveniamo subito. Basta chiamare il 112, il 113 o il 1515. Due guardie venatorie provinciali sono reperibili h 24 e le forze dell’ordine hanno i nostri riferimenti».


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