Centrosinistra a Sondrio, l’incognita del dopo Molteni

Centrosinistra a Sondrio, l’incognita del dopo Molteni

La Lega Nord studia e fa studiare i suoi da sindaco, le liste civiche si muovono per non arrivare impreparate all’appuntamento con le urne, campeggia un bel punto di domanda sul futuro della maggioranza.

Logica dell’alternanza e comune sentire in città sembrerebbero suggerire un cambio di rotta alla guida di palazzo Pretorio, ininterrottamente nelle mani del centrosinistra dal 1994 con la sola parentesi della giunta Bianchini terminata anzitempo e che ha portato al commissariamento del Comune per un anno.

Forse anche per questo, per la sensazione di una mano a perdere, all’interno della stretta cerchia della giunta Molteni non c’è nessuno che scalpiti per raccogliere il testimone - difficile, peraltro - del primo cittadino che nel 2013 ha vinto a mani basse al primo turno.

Non che le possibilità di un degno successore non ci siano. Tra gli attuali assessori le quotazioni più alte sono quelle del vice sindaco Michele Iannotti, una vita spesa tra amministrazione e politica attiva, e della responsabile della Cultura Marina Cotelli. Entrambi bravi e preparati, entrambi disinteressati a ricoprire il ruolo di candidato sindaco.

Né Iannotti - il cui impegno potrebbe essere premiato con altre candidature (nel 2018 si rinnovano anche Regione e Parlamento), né Cotelli intendono infatti giocarsela per il posto nella stüa di palazzo Pretorio con buona pace di chi, per tattica o ingenuità, continua ad additarli come successori di Molteni.

Tolti loro, resta un’altra candidatura di spessore per preparazione e capacità cui in tanti, a partire dal gruppo consiliare di riferimento (Sondrio 2020) sembrano guardare , quella cioè di Nicola Giugni, avvocato e attuale presidente dell’Azienda energetica di Valtellina e Valchiavenna (Aevv), sufficientemente lontano dalla vita di palazzo per non essere vissuto come perfetta continuità dell’esperienza Molteni. Vero è che attorno ai tavoli delle taverne dei palazzi di Sondrio si ragiona anche su altre possibilità, su convergenze politico-amministrative meno scontate e candidature “originali”.


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