Centro di prima accoglienza a Sondrio «Nessuna chiusura, anzi»
Lorenzo Grillo Della Berta

Centro di prima accoglienza a Sondrio «Nessuna chiusura, anzi»

Secondo il Comune «bisognerà semmai aumentare gli spazi a causa della lista d’attesa». C’è però l’ipotesi trasloco.

Per il centro di prima accoglienza potrebbe profilarsi un trasloco, ma ancora non ci sono ipotesi concrete sulla nuova collocazione. Quel che è certo è che «il Comune non vuole né chiudere né ridimensionare la struttura, anzi bisognerà semmai aumentare gli spazi perché c’è una lista d’attesa per l’ingresso e mancano spazi dedicati alle donne». L’ha assicurato in consiglio comunale l’assessore ai Servizi sociali Lorenzo Grillo Della Berta, rispondendo ad un’interrogazione di Donatella Di Zinno (Sondrio democratica) che chiedeva chiarimenti sul futuro della casa di prima accoglienza, vista la scadenza della convenzione di gestione a fine anno. L’intenzione del Comune è «mantenere il centro, perché è una struttura di cui c’è necessità», ha rimarcato l’assessore, ricordando come l’appartamento attrezzato in centro storico, con sette posti a disposizione più uno di emergenza, abbia accolto nel 2018 «una quarantina di ospiti, delle nazionalità più svariate», con una richiesta anche superiore alla capienza.

Per il rinnovo della convenzione per il prossimo biennio non si prospettano modifiche all’accordo fra gli enti coinvolti (fra cui Comune, Comunità montane - tranne quella di Chiavenna – e parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio), anche se sul tavolo c’è una questione da affrontare.

«C’è il tema dell’adeguatezza della struttura, dal punto di vista della capienza e della logistica – ha spiegato l’assessore – e anche dell’idoneità del luogo, visto che vi sono state delle lamentele dei residenti della corte interna in cui si trova il centro, per delle intemperanze di alcuni ospiti. Si sta facendo qualche ragionamento rispetto all’adeguamento degli spazi oppure allo spostamento del centro, anche insieme agli altri attori della convenzione, ma non abbiamo ancora individuato delle ipotesi concrete. Un’eventuale collocazione diversa è ancora da definire, ma è utile implementare il centro e renderlo più funzionale e razionale». Dal canto suo Di Zinno ha rimarcato i «tempi stretti» prima della scadenza della convenzione e ha rimarcato la necessità di potenziare il centro, vista la carenza di posti. «L’ipotesi di spostamento andrà discussa e condivisa con il consiglio comunale – ha detto -, si tratta di un tema delicato. Mi stupisce un po’, comunque, che non si sia ancora fatto nulla su questo tema, visto che l’argomento è stato un cavallo di battaglia dell’amministrazione in campagna elettorale».


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