Cena Slow Food  pro Mato grosso  In cento a tavola
Il gruppo dei volontari che hanno organizzato la cena per il Mato Grosso

Cena Slow Food

pro Mato grosso

In cento a tavola

AlbosaggiaL’evento spostato per le tante iscrizioni

Padre Salinetti: «Daremo lavoro a ragazzi poveri»

Apprezzato il menù degli chef “erranti” Econimo e Zani

«Ragazzi, poveri da aiutare e lavoro». In tre parole ha riassunto l’Operazione Mato Grosso padre Lorenzo Salinetti nel dare il benvenuto agli oltre 100 commensali che sabato sera hanno accolto l’invito della condotta Slow Food della Mera e hanno partecipato nella casa Taller Mama Ashua di Albosaggia a “Dagli alpeggi alle Ande”.

Una cena di solidarietà, voluta dalla famiglia di Michela Gianola, volontaria originaria di Montagna ormai da sette anni con l’Omg a Lima, il cui ricavato sarà interamente devoluto ai poveri del Perù e servirà per riparare l’ambulanza che trasporta i malati e che si è appena rotta.

«Michela ha scoperto un mondo con una miriade di attività - ha detto padre Salinetti - per aiutare i poveri e una piazza dell’Omg in cui la parola chiave è carità».

È stata la stessa volontaria in un video a raccontare la sua vita a Lima: «Questa è la mia casa, dove vengono accolti persone e bambini ammalati delle Ande che non possono curarsi vicino a casa» essendo gli ospedali distanti anche 20 ore di macchina.

«A volte si fermano settimane, a volte mesi, ma anche anni» quando le patologie sono gravi e debilitanti come ad esempio un tumore.

Sostanzialmente Michela «fa un servizio nascosto e molto delicato, ma vitale» ha rimarcato padre Salinetti, missionario polaggino che coordina il gruppo di volontari dell’Omg in provincia. «Accompagno le persone negli ospedali di Lima e sto con loro per offrire nel momento della malattia una famiglia» ha proseguito Michela. Un conforto, una carezza, delle cure, così come ha fatto quando è stata per quattro anni al fianco di Padre Ugo De Censi, fondatore dell’Omg, scomparso nel 2018 dopo una lunga malattia.

Visibilmente emozionata Michela ha ringraziato tutti quelli che hanno scelto di gustare il menu di Slow Food, ideato dagli chef “erranti” Lorenzo Econimo e Claudio Zani: «Mi sono commossa molto quando ho saputo della cena perché è davvero bello vedere persone aperte verso gli altri. Ve ne sono immensamente grata, perché noi possiamo andare avanti aiutando i poveri del Perù solo grazie a voi».

Parole di gratitudine anche dalla sindaca di Montagna Barbara Baldini, a cui ha dato la parola Stefano Barbusca che ha coordinato l’evento: «Grazie di cuore perché in una stagione pandemica difficile avere qualcuno che costruisce relazioni anziché costruire muri e tirare fili spinati non è scontato ed è bello».

I partecipanti

A sposare l’evento solidale - squisito sotto ogni punto di vista avendo il menù raccolto apprezzamenti da tutti - anche l’Alleanza Slow Food dei cuochi, quella di Brescia, la cooperativa sociale AltraVia di cui ha illustrato le attività don Augusto Bormolini e Coldiretti che ha donato prodotti locali a chilometro zero, per preparare le portate servite ai tavoli apparecchiati con arte e gusto dai numerosi volontari valtellinesi dell’Omg, con sacchetti di pane del progetto segale 100% Valtellina dell’associazione panificatori dell’Unione in collaborazione con Coldiretti


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