Cedri tagliati davanti al liceo  «Erano troppo pericolosi»
Il taglio dei grandi cedri nel piazzale del liceo artistico di Morbegno

Cedri tagliati davanti al liceo

«Erano troppo pericolosi»

Morbegno, la dirigente scolastica dell’artistico spiega i motivi della scelta: «L’ultima nevicata ha evidenziato la loro fragilità». Saranno però sostituiti

Ha inevitabilmente suscitato stupore e curiosità il taglio dei cedri che riempivano il piazzale del liceo artistico. Parte dei quali ora «saranno a disposizione degli studenti per realizzare opere nelle quali ci sia la memoria della bellezza a cui gli alberi appena tagliati ci avevano abituati» spiega la dirigente scolastica Giuliana Zuccoli, che ha diffuso alle famiglie, insegnanti e studenti una comunicazione per fare chiarezza sull’abbattimento commissionato dalla Provincia e portato a termine durante la sospensione dalle lezioni per il Carnevale dalla ditta specializzata, la Bianchini Legnami, che ha eliminato gli undici cedri del Libano (il più possente con un tronco di un metro e 40 centimetri di diametro), di circa 60 anni, con radici fuori terra.

«L’ultima nevicata ha messo in evidenza la loro fragilità, che diventa pericolosità in uno spazio ristretto e pubblico. Avrebbero bisogno di maggiore superficie e il loro sviluppo a un passo della scuola non è più sicuro. Per questo è stato programmato un attento abbattimento» hanno spiegato i Bianchini. «Tagliare gli alberi dà sempre un grande dispiacere - scrive la preside Zuccoli -. Un grande albero dà ossigeno sufficiente per circa 25 persone e gli alberi del liceo bastavano a far respirare tutti gli studenti dell’artistico. Pensare che per anni ci hanno dato ciò che più ci serve per vivere ci fa sentire ancora di più la loro mancanza, che per tutti sarà mancanza della loro ombra, del bel verde che si vedeva dalle finestre, del loro leggero profumo».

Eppure, aggiunge, la decisione andava presa: «I cedri sono adatti a grandi parchi e a climi più miti: hanno rami molto espansi che si diramano dal tronco con angoli ampi, così che il peso della neve, trattenuta dagli aghi fitti presenti anche d’inverno, li rompe facilmente. Anche in caso di vento forte le branche più ampie subiscono sollecitazioni e si possono rompere». Già in passato alcuni rami erano stati legati al tronco. A febbraio, nel cortile, oltre a rami più piccoli ne era caduto uno di circa 20 centimetri di diametro, lungo circa 4 metri, fortunatamente senza danni. «Ora bisogna pensare alla loro sostituzione con piante più adatte al clima e allo spazio disponibile, che possano di nuovo abbellire il cortile e svolgere le loro molteplici funzioni: chiederò subito la risistemazione del cortile e la piantumazione delle nuove essenze arboree, che probabilmente verrà effettuata in autunno», conclude la preside. Dai tronchi tagliati si otterranno tavole da usare per la produzione di mobili, mentre il materiale fine verrà bruciato per produrre energia elettrica.


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