“C’è una Valle” al posto delle auto
Gli stand in piazza San Giovanni (Foto by Luca Gianatti)

“C’è una Valle” al posto delle auto

Sabato la fiera dell’economia equa e sostenibile ha spodestato il posteggio e catturato l’attenzione. Gli stand in piazza San Giovanni e vie limitrofe hanno permesso di valorizzare i messaggi di imprese e associazioni.

Il colpo d’occhio per chi abita o frequenta Morbegno c’è stato da subito: piazza San Giovanni, quella della chiesa parrocchiale, insolitamente sgombra dalle automobili e piena di bancarelle attrezzate per ospitare un’ampia varietà di prodotti ecologici, stand informativi, spazi di animazione, angoli di artigianato o imbanditi per le degustazioni. Per un sabato a Morbegno, là dove di solito c’è un parcheggio, è arrivata “C’è una Valle”.

La manifestazione eco-bio-equo-solidale promossa dall’associazione omonima, per la sesta edizione ha deciso di scendere in piazza, quella della collegiata e nelle vie vicine. E ha fatto bene a uscire all’aperto in un luogo di ampio passaggio, perché a vivere quella piazza e le vie del centro ieri non c’erano solamente gli standisti - 60 in totale -, gli organizzatori e i volontari che gravitano attorno alla manifestazione o chi arrivava, già informato, appositamente per partecipare alla manifestazione. “C’è una Valle” è stata conosciuta o riconosciuta anche da chi sabato si trovava a Morbegno per tutt’altre faccende e si è trovato in mezzo a una piazza colorata da una scenografia inusuale, animata da attori vivaci, attenti e ben inseriti nel contesto del cuore storico, a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che i centri abitati si vivono meglio muovendosi piano e guardandosi attorno, meglio se a piedi dunque.

Così dalle 10 e fino alle 22 chi è stato a Morbegno ha potuto farsi un giro fra stand di prodotti a chilometro zero e al tempo stesso si è fatto un’idea della creatività e della filosofia che c’è dietro alle buone pratiche quotidiane del vivere sostenibile e rispettoso dell’ambiente. E ieri, nonostante l’avvio di giornata non proprio splendido, anche il meteo è stato clemente, aspetto, questo, indispensabile per la buona riuscita dell’iniziativa. «Sì, siamo proprio soddisfatti - dice Fabio Bevilacqua, presidente dell’associazione organizzatrice -. Oltre agli spazi chiusi, come il polo fieristico, avevamo già sperimentato luoghi all’aperto come la colonia fluviale, posto bellissimo però effettivamente non centrale e quindi non di passaggio. Piazza San Giovanni, invece, ci ha concesso di intercettare un pubblico davvero più eterogeneo del solito che magari nemmeno ci conosceva e che avuto modo di deviare dal classico percorso di sempre e fermarsi a dare un’occhiata, conoscere una realtà nuova e magari dibattere su tematiche ambientali. Durante la mattinata ci sono stati molti studenti passati al termine delle lezioni, poi le famiglie con i bambini e più tardi persone di ogni età».

Quindi si è potuto incontrare chi insegnava a fare la spesa etica, chi nella sua Ciclofficina dimostrava cosa significa riciclo e assistenza biciclette, si è potuto partecipare gratuitamente a laboratori di gioco e lettura a spettacoli con i burattini, oppure ai giri ecologici sugli asini. Si è visto chi svelava i segreti della smielatura o impartiva lezioni di yoga dopo avere assistito a conferenze sul tema della sostenibilità e della cura dell’ambiente, che passa anche dall’occupare pacificamente una piazza con un mercato solidale, una festa musicale, un laboratorio a cielo aperto ricco di presenze fra loro molto diverse, che possono crescere e contagiare nuovi spazi e nuove realtà.


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