Domenica 18 Agosto 2013

Caspoggio, solo i turisti

vogliono riaprire gli impianti

1 L’assemblea con i cittadini di Caspoggio2 Un banchetto di «Caspoggio c’è» per la raccolta firme

Nella foto ci sono tutti: da sinistra Sergio Laspada, al centro, Stefano Vayno, a destra Oscar Pegorari, del Comitato. «Le persone che fanno capo al Comitato “Caspoggio c’è” di cui è presidente Danilo Bruseghini, sono le uniche ad essersi mosse per trovare una soluzione al problema del funzionamento della seggiovia, e, bella o brutta che sia, va appoggiata».

Parola di Stefano Vayno, 41 anni, di Milano, dirigente d’azienda, in vacanza a Sant’Antonio con la moglie Gemma e i quattro figli.

«Siamo arrivati qui seguendo degli amici e ci siamo subito innamorati del posto e della sua gente, - dice - persone disponibili e dal cuore grande, sempre pronte a dare una mano. Tant’è che, tre anni fa, abbiamo deciso di comprare una baita a Sant’Antonio. E, ora, anche noi, di fronte al grosso problema della seggiovia, siamo in prima linea nel dare pieno appoggio alla proposta del Comitato. Perché questa stazione non vada a morire, anzi».

Detto, fatto. Vayno e famiglia, insieme all’amico Sergio Laspada, pure di stanza a Sant’Antonio coi famigliari, non ha perso tempo ed ha allestito un banchetto di raccolta preadesioni al progetto, direttamente in occasione della festa di piazza di venerdì sera dedicata al patrono, San Rocco.

La nuova pressione

«Abbiamo pensato di sfruttare questo momento per spingere l’acceleratore sulla proposta pro impianto - dice Vayno -. C’erano qui 4-500 persone e l’occasione era propizia. Tant’è che in molti ci hanno avvicinato per chiederci conto della proposta e meglio capirla e approfondirla. Alla fine abbiamo raccolto 15 preadesioni qui, e altre 15 a Sant’Antonio. Se avessimo più tempo faremmo anche di più, ma occorre avere la pazienza di spiegare bene alle persone i termini della questione e, noi, vorremmo anche un po’ riposare».

Eppure, tanto è l’affetto di questi giovani villeggianti milanesi per Caspoggio che si prodigano in tutta maniera per affiancare il Comitato cittadino nel suo compito.

«Spiace anche constatare una certa ritrosia dei residenti o dei villeggianti che sono qui da più tempo e che si sono espressi in tono polemico in assemblea - insiste Vayno -, ma vanno capiti, perché, più di noi, conoscono il passato e fanno fatica a dimenticare, a guardare avanti. I residenti temono anche che il Comitato abbia qualche secondo fine, ma noi non lo crediamo affatto.

Da quando seguiamo il suo evolversi, da aprile in avanti, non abbiamo mai notato fini politici, solo voglia di fare veramente qualcosa per il paese». Il messaggio di Stefano Vayno è quindi semplice «occorre - dice - cercare di superare ogni riserva e fare qualcosa per far ripartire la seggiovia e l’economia turistica caspoggina».

Sulla medesima lunghezza d’onda anche Sergio Laspada che, pure, lo sta affiancando nella raccolta preadesioni. «Tante località non hanno un impianto di risalita e lo vorrebbero introdurre - dice -, qui c’è e lo si vuole smantellare. Ma è un peccato. Dico, va bene che la skiarea è stata già parecchio ridimensionata nel corso degli anni, ma chiuderla del tutto…»

Il servizio garantito

E i rilievo sono precisi: «Anche perché - riprende - è un comprensorio molto a misura di famiglia dove, tra l’altro, sciare in tre o quattro costa meno che altrove. Per noi è un ottimo servizio. Poi mi è piaciuta molto anche l’ottica degli enti che è stata quella di assicurare il sostegno economico a fronte dell’interesse della popolazione. E’ un modo di agire che a me piace molto, soprattutto in questi tempi di crisi».

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