Caspoggio lascia  Questa volta davvero
Una veduta di Caspoggio: il Comune torna ad essere autonomo su alcune materie

Caspoggio lascia
Questa volta davvero

Valmalenco Il consiglio ha deciso di recedere dall’Unione dei Comuni in materia di turismo, cultura e istruzione

Scricchiola da tempo, l’Unione dei Comuni lombarda della Valmalenco, ma, ora, il solco si fa profondo, perché il Comune di Caspoggio ha deciso per il recesso unilaterale da funzioni importanti quali il turismo, la cultura, l’istruzione e il diritto allo studio.

La decisione è stata assunta nel consiglio comunale ultimo, di venerdì scorso, col volto contrario dell’opposizione, rappresentata in aula da due consiglieri su tre, Arif Negrini e Raffaele Dorigatti. E a nulla è valso, neppure, il tentativo di mediazione posto in essere dalla Prefettura di Sondrio, già intervenuta, con profitto, in passato, per rinsaldare le fila dell’Unione, che, ora, però, segna il passo.

La mediazione

«Col prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, abbiamo avuto un’interlocuzione importante, in cui abbiamo esaminato ogni aspetto - assicura Danilo Bruseghini, sindaco di Caspoggio -, ma credo abbia compreso i motivi che ci hanno spinti ad uscire dall’Unione su queste specifiche materie».

Aspetti di metodo, ma anche di merito, che indicano quanto le divergenze siano profonde. «Prendiamo il turismo - dice Bruseghini -, ebbene, noi con l’impostazione in atto dentro l’Unione, non concordiamo affatto. Siamo su visioni quasi opposte. L’Unione punta ancora sulla realizzazione di infrastrutture di supporto al turismo, grosse, impegnative che, secondo noi, non si possono più fare. Penso a palestre, piscine, parcheggi. In sè, hanno una loro valenza, lo capiamo, ma il turista, oggi, cerca altro».

Secondo Bruseghini la gente «Cerca un ambiente tranquillo, in cui rilassarsi, fare passeggiate su sentieri ben tenuti, scattare, magari, delle belle foto, mangiare bene, in un bel ristorante, agriturismo o rifugio, tuttalpiù fare un giro in mountain bike: in una parola cerca la natura punto e basta. Con tutto quello che gli può dare. E, da questo punto di vista, qui, in Valmalenco, abbiamo tutto. Niente manca. Si tratta solo di dare un’organizzazione al tutto, di renderlo spendibile e fruibile ai turisti. E, secondo noi, per fare questo, l’intesa fra i sindaci dell’Unione non basta, ma serve un patto territoriale che coinvolga tutti e cinque i sindaci della Valmalenco».

Questo è già sufficiente a spiegare il solco creatosi nell’Unione per interventi come la ristrutturazione della piscina, che pure ne ha bisogno, piuttosto che il parcheggio a Vassalini, per lo “smistamento” dei turisti visto come fondamentale.

La politica

Poi, c’è la questione politica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il pagamento del trasporto da Caspoggio a Chiesa per le famiglie dei bambini che hanno iscritto i figli alla prima Elementare di Chiesa, invece che a Caspoggio, dove, la prima c’è ma in pluriclasse.

«Il diritto allo studio è un qualcosa in cui crediamo, ovviamente, molto, e che, normalmente, si discute, in Unione, nei mesi di luglio e agosto, quando tutti gli aspetti sono chiari - dice Bruseghini - . Tant’è che nessun atto contro il pagamento del trasporto era stato da noi adottato. Semplicemente avremmo dovuto discuterne in Giunta, in Unione, fra i tre sindaci, come sempre si fa. Invece, si è portato l’argomento in Consiglio, scavalcando la Giunta e mettendo la maggioranza di Caspoggio di fronte al fatto compiuto. E’ inaccettabile, per cui, dal prossimo gennaio, la materia passerà in capo al nostro Comune».


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