Caso Sca, l’ex sindaco Bruni e il mistero dei diamanti venuti dall’Austria
La sede di Sca, in via Cecilio: l’azienda, che occupa 130 dipendenti, ha già portato i libri in tribunale

Caso Sca, l’ex sindaco Bruni e il mistero dei diamanti venuti dall’Austria

C’è una strana storia dietro il trasferimento in tribunale dei libri contabili di Sca, la concessionaria Mercedes di Como (con filiali anche in provincia di Lecco e Sondrio) oggi alle soglie di un sanguinoso fallimento. La vicenda coinvolge l’ex sindaco Stefano Bruni e con lui la G-Diamonds, società con basi operative in Austria e a Cipro, tramite la quale - si ricorderà - Bruni aveva già tentato di acquisire il Bologna calcio, operazione poi abortita. È una storia terribilmente complicata, a quanto pare riassunta anche in un esposto attualmente al vaglio della Procura.

Secondo quanto è stato possibile ricostruire, Bruni avrebbe agevolato l’ingresso in Sca di G-Diamonds, tramite una acquisizione di quote per quattro milioni di euro pagati con obbligazioni quotate alla borsa di Vienna e riconducibili e G-Diamonds, obbligazioni sulle quali era stata eseguita una perizia che ne certificava esistenza e genuinità. Quando, lo scorso autunno, si è trattato di convertire i bond in denaro, gli austriaci avrebbero, per così dire, abbandonato la partita. E un’ulteriore perizia fatta eseguire dal tribunale di Milano, avrebbe consentito di stabilire che le obbligazioni austriache valgono zero.


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