Mercoledì 01 Ottobre 2014

Caso Aquagranda: Livigno

acquista il centro benessere

Aquagranda potrebbe tornare a far parte dell’offerta turistica

Il Comune sta comprando il complesso dell’Aquagranda e dalla prossima stagione invernale riaprirà i battenti seppure in forma parziale. Questo quanto emerso ieri pomeriggio durante il consiglio comunale. Il tormentone Aquagranda è tornato sui banchi del consiglio a opera della minoranza, che ha chiesto lumi sul futuro dell’imponente struttura che sin dalla sua nascita non è mai riuscita a decollare e quest’estate è rimasta chiusa.

Una questione che riguarda il centro benessere integrato più grande d’Europa, ben 20.000 metri quadrati, una struttura costata milioni di euro, oggetto, già dalla sua realizzazione, di forti diatribe. Dal 6 maggio scorso Aquagranda è stata chiusa al pubblico e da allora l’amministrazione comunale sta lavorando alacremente per chiudere contenziosi con la società che la gestiva e addivenire a una transazione. Ieri, tra i ventitré punti all’ordine del giorno del consiglio comunale, spiccava la richiesta del gruppo di minoranza “progetto Livigno” preoccupata sulla situazione della struttura. La capogruppo Barbara Silvestri, unitamente a Matteo Galli e Christian Molinari, considerata la dichiarata decadenza della concessione, la successiva richiesta di consegna della struttura e le prevedibili problematiche che potrebbero sorgere con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno - vista l’interruzione di fornitura dell’energia elettrica -, ha chiesto cosa si sta facendo per ottenere la consegna definitiva della struttura.

«Siamo certi - hanno sottolineato dai banchi dell’opposizione - di interpretare gli interrogativi e le preoccupazioni degli operatori e della cittadinanza evidenziando i danni che si stanno creando alla località per il prolungarsi della chiusura».

Acquisto a breve

«Siamo in via di definizione - ha risposto il sindaco Damiano Bormolini -. Tra quindici massimo venti giorni procederemo alla completa definizione dell’accordo transattivo. Non posso anticipare molto perché siamo in via di conclusione». Quello che è certo è che il comune di Livigno procederà all’acquisizione della struttura «ad una cifra di molto inferiore - ha commentato il primo cittadino - rispetto a quelle circolate in paese in questi giorni. Sicuro che la società non uscirà bene da questa vicenda; anzi direi con le “ossa rotte”, come si suol dire».

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