Casi Covid per abitanti,   siamo tra i peggiori
Sondrio coronavirus terza ondata nuova zona rossa (Foto by Luca Gianatti)

Casi Covid per abitanti,

siamo tra i peggiori

I dati sull’incidenza al 13 gennaio: il nostro territorio è il secondo in Lombardia per diffusione. Quella messa meglio è Bergamo, che ha chiesto una deroga alle restrizioni: da noi sarebbe impensabile

La Lombardia è in zona rossa, tra proteste, ricorsi e richieste di deroghe. Ma le situazioni sono diverse: se da un lato Sondrio non è messa affatto bene - anzi, siamo tra i peggiori se non la peggiore provincia della Lombardia (vedi grafico a fianco) - dall’altro Bergamo si è opposta alle nuove restrizioni chiedendo una deroga all’applicazione della zona rossa.

I dati sull’incidenza del virus rendono la provincia bergamasca la più virtuosa di Lombardia: bersagliata dalla pandemia durante la prima ondata, attualmente conta soltanto una sessantina di positivi ogni 100mila abitanti, un quarto dei nostri, giusto per avere un’idea.

Per i bergamaschi, quindi, le nuove restrizioni dovrebbero non coinvolgere tutta la provincia ed è quello che chiedono in una lettera formale a Regione Lombardia, perché si faccia portatrice al Ministero della Salute, il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli.

La domanda sorge spontanea: non si potrebbe chiedere la stessa cosa per Sondrio? La risposta è chiarissima: no. Lo dicono i dati e lo vanno ripetendo molti i amministratori, che ricevono ogni giorno i report con i dati: in Valtellina e Valchiavenna la situazione è ben diversa da quella della provincia di Bergamo.

Il nostro territorio, stando ai dati più recenti, aggiornati al 13 gennaio e forniti dal Ministero della Salute, è quello “messo peggio” in tutta la regione, l’unica provincia davvero rossa di tutta la Lombardia.

Per dare qualche numero (anche se l’andamento, davvero, cambia di giorno in giorno) in Valtellina e Valchiavenna il 12 gennaio scorso si registravano 234 casi ogni 100mila abitanti, mentre nelle settimane precedenti i numeri erano più bassi (il 5 gennaio 203, a ridosso di Natale, il 22 dicembre, 211). Comunque alti e sopra la media regionale. Tornando ai dati fissati a metà settimana scorsa, dicevamo, la provincia di Sondrio era l’unica rossa (non un rosso acceso, a dire il vero, come ad esempio alcuni territori del Friuli Venezia Giulia, del Veneto o della Sicilia, solo per citarne alcuni) ma comunque rossa.

Appena più chiara la provincia di Como, un arancione abbastanza deciso, tutte le altre vanno meglio, Lecco compresa, sono definibili con colori dall’arancione chiaro al giallo, alcune addirittura verde chiaro, Bergamo la più virtuosa, di un verde deciso. Questo stando, però, al dato preso in considerazione, ossia la percentuale di contagi ogni 100mila abitanti.

Va specificato che l’incidenza dei casi non è l’indice preso in considerazione per determinare il colore delle Regioni e le conseguenti restrizioni. Ed è proprio questo che il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha spiegato agli amministratori bergamaschi, pur appoggiando la loro richiesta di deroga.

Intanto nella serata di ieri l’assessore al Welfare Letizia Moratti ha chiesto al ministro Speranza una sospensione della zona rossa per 48 ore in attesa dei nuovi dati di martedì.


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