Casa riposo, c’è la proroga  «Ennesimo atto di fiducia»
La sede della casa di riposo Villa del Sorriso a Bormio (Foto by archivio)

Casa riposo, c’è la proroga

«Ennesimo atto di fiducia»

Bormio, salvati dalla giunta regionale fino al 2020 i posti accreditati

Parolo: «Territorio che finora non ha rispettato tempistiche e impegni»

I posti accreditati della casa di riposo di Bormio “Villa del Sorriso” sono salvi. Ieri la giunta regionale ha approvato una delibera che disegna il percorso per arrivare a una proroga fino al 31 dicembre 2020 della validità degli accrediti contrattualizzati a beneficio degli ospiti della rsa, ovviamente qualora tecnicamente si valuti che la Fondazione sia in grado di rispondere ai requisiti prescritti.

«Si tratta dell’ennesimo atto di proroga e di fiducia – ha commentato il sottosegretario della Regione Ugo Parolo - nei confronti di un territorio, quello dell’Alta Valtellina, che se da un lato non può permettersi il lusso di perdere questa opportunità, dall’altro purtroppo ha finora dimostrato di non saper rispettare tempistiche e impegni assunti. Abbiamo voluto evitare comunicati ufficiali prima di questo delicato passaggio amministrativo proprio per scongiurare qualunque tipo di azione che avrebbe potuto inficiare il risultato a cui noi, per primi, abbiamo sempre ambito».

Regione in prima linea quindi a favore degli ospiti della struttura, delle loro famiglie e dell’intero comprensorio. «Ora che siamo riusciti a prefigurare la risoluzione della questione accrediti - ha continuato Parolo -, credo sia opportuno rendere pubblica la nostra posizione riguardo alla quindicinnale questione dell’edificazione della nuova struttura, peraltro già espressa in questi ultimi due anni in più occasioni agli amministratori locali di Bormio».

Su questo punto il sottosegretario ha spiegato tempistica, cifre e incertezze legate al progetto. «In primis occorre ricordare – ha rimarcato -, che il comune di Bormio e la Fondazione della casa di riposo si erano impegnati con regione Lombardia a concludere i lavori entro il 31 dicembre 2017. A oggi nessuno sa dire con certezza se e quando inizieranno. Questi sono solo alcuni degli elementi che consiglierebbero prudenza e maggiore condivisione delle scelte, sin qui effettuate localmente, su un progetto che potrebbe costare oltre 18 milioni di euro, realizzato senza valutare realmente e in modo oggettivo altre alternative».

«Ci sono, inoltre, tanti aspetti che meriterebbero più di una riflessione, come ad esempio la scelta di acquisire parte delle aree necessarie concedendo benefici edificatori a favore di privati pari a circa 1.500 metri cubi di edilizia residenziale, garantiti da una fideiussione pagata dal comune di Bormio per un valore di 700.000 euro».

Per quanto riguarda la posizione della regione, «la Lombardia - ha concluso Parolo - intende rispettare totalmente le scelte assunte del territorio, che però è chiamato ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità a fronte di possibili, e riteniamo probabili, criticità che dovessero manifestarsi. Se invece il territorio deciderà di voler procedere con un percorso di condivisione, la regione è altrettanto pronta a farlo. In tal caso regione Lombardia ritiene che sarebbe necessario preliminarmente fare una valutazione di tutte le alternative possibili, compresa quella in corso, affidando la stessa a un soggetto terzo qualificato, che analizzi non solo i costi realizzativi, ma anche i piani gestionali e la sostenibilità nel tempo». Regione Lombardia auspica anche una presentazione pubblica del progetto per una condivisione dello stesso da parte dei cittadini ma anche delle istituzioni.


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