Casa, il segnale più atteso: il mercato è in ripresa
Per rafforzare il segno positivo la politica dovrebbe diminuire la pressione fiscale, dicono gli operatori immobiliari interpellati

Casa, il segnale più atteso: il mercato è in ripresa

Porta: «Nel 2018 si prevede un lieve aumento delle compravendite». Da Sondrio alla Valchiavenna: ecco come oscillano i prezzi al metro quadro.

Ripresa. Nel settore immobiliare si sente, finalmente, la parola più attesa. Dopo tanti anni complicati – in un decennio c’è stato un calo del 30% circa – si rivede il segno più. Certo, la situazione varia non soltanto da Comune a Comune, ma addirittura fra diverse zone dello stesso territorio. Ma il trend sembra essere tornato positivo. Lo conferma Cristian Porta, titolare dell’agenzia immobiliare La baita di Berbenno e presidente provinciale della Federazione italiana agenti immobiliari professionali, realtà che a livello nazionale riunisce ben 12mila agenzie e più di 50mila operatori.

«Dal 2007 allo scorso anno si è registrato un calo medio di un terzo delle operazioni – spiega Porta -. Nel 2015 c’è stato il momento più difficile. Recentemente abbiamo registrato una ripresa, lenta, ma comunque visibile. Per il 2018 si prevede un lieve aumento delle compravendite. Per rafforzare questo segno positivo le forze politiche dovrebbero diminuire la pressione fiscale, in modo da agevolare l’accesso all’abitazione, visto che l’immobiliare è il traino dell’economia del Paese».

Alla base della situazione attuale ci sono vari fattori, ad esempio un miglioramento delle condizioni dei mutui bancari e, perché no, un certo ridimensionamento degli effetti della crisi. «A Sondrio, in centro, c’è una lievissima crescita dei prezzi, quasi impercettibile – sottolinea -. Una dinamica diversa si osserva per le zone periferiche e case di vacanza, per le quali c’è una lieve discesa». Ma quanto costano, per citare alcuni esempi, le case nuove in Valtellina? Secondo i dati della Fiaip, a Sondrio il range della classe A va dai 2000 ai 3000 euro al metro. La differenza rilevante dipende dalle finiture e, come premesso, dalle zone. Nelle località della provincia si può trovare l’affare. Sulle Orobie, ad esempio, ci sono abitazioni nuove e di pregevole fattura che si aggirano sui 1000 euro al metro quadrato. La situazione della valle della Mera si discosta per alcune variabili da quella valtellinese, come confermano le titolari dell’agenzia Home Immobiliare di Chiavenna.

«Il mercato valchiavennasco ha mantenuto negli anni una certa stabilità grazie all’elevata percentuale di cittadini che lavorano in Svizzera e possono contare su stipendi mediamente elevati – spiega Micaela Gini, attiva da oltre dieci anni nel settore -. Negli ultimi tempi si è assistito anche a una crescita dell’attenzione da parte di clienti elvetici, tedeschi e dell’Europa orientale. In vari casi si tratta di persone che hanno cercato proposte vicino all’Engadina, ma restando in Italia. Un target sostanzialmente alto, attratto dalle bellezze paesaggistiche e dall’offerta culturale». Ma quali sono i prezzi e i trend nella città della Mera? «Chiavenna è uno dei pochi contesti dove si sono mantenuti abbastanza costanti», rileva Elisa Consonni, architetto d’interni e socia dell’agenzia di viale Maloggia. Nelle zone centrali il nuovo classe A si aggira sui 3.300/3000 euro al metro quadrato, mentre altrove, spostandosi vero la periferia, si scende a 2700-2500. Prezzi simili a quelli di Mese e Prosto. L’usato di buon livello si attesta sui 1700-2000, per poi scendere in caso di costruzioni più datate. I veri e propri affari basati su prezzi più bassi sono molto, molto più rari. «Il mercato chiavennasco è abbastanza saturo, a differenza per esempio di altri contesti della provincia, e questo aspetto contribuisce alla definizione del valore e alla tendenza a ristrutturare l’esistente».

I prezzi sono scesi in modo più sensibile a Madesimo, dove fino a dieci anni fa si arrivava a 8, 10mila euro o addirittura di più, mentre ora il nuovo si attesta in media sui 6-8000 e un buon usato costa 5mila euro al metro quadrato. Attualmente secondo gli addetti ai lavori si registra un calo legato all’appetibilità della località, che paga un certo ritardo rispetto ad altre stazioni italiane ed estere per quanto concerne l’offerta non legata al prodotto neve. Scendono i prezzi rispetto a Madesimo, ma sale l’interesse, intanto, a Campodolcino.

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