«Casa di riposo, una perla  per la nostra comunità»
Ieri la cerimonia ufficiale di inaugurazione per la casa di riposo Madonna della neve (Foto by gianatti)

«Casa di riposo, una perla

per la nostra comunità»

Taglio del nastro ieri a Chiuro per la struttura dopo il restyling
Eseguiti lavori per un milione e 60mila euro - Sessanta posti accreditati

Un milione e 60mila euro di lavori per la casa di risposo Madonna della neve di Chiuro, che intende stare al passo coi tempi, forte dell’ingente opera di restyling, inaugurata ieri e consegnata al paese.
Davanti a un folto pubblico, a quattro mani il taglio del nastro: quelle del sindaco Tiziano Maffezzinie dell’ospite Ines Pozzi, sotto gli occhi del parroco don Attilio Bianchi, del presidente della Fondazione della casa di riposo Casimiro Maulee del direttore sanitario Cristina Manca, sulle note della musica degli alunni della classe di violino dell’istituto comprensivo di Ponte.
Oltre all’adeguamento degli impianti idro-termo-sanitario ed elettrico, sono stati ampliati gli spazi, portando ciascuno dei tre nuclei - tanti quanti i piani - a 20 posti letto, per i 60 ospiti, tutti accreditati, con una camera di sollievo, per chi ha patologie particolari, spogliatoi per il personale e servizi igienici per gli ospiti nel salone. E ancora: gli uffici sono stati spostati al piano terra, ridefinendo i percorsi di accesso, con la creazione di un nuovo salone polifunzionale - 100 metri quadrati circa di superficie -, che grazie alle ampie vetrate si apre sulla nuova area verde. Altro elemento nuovo, il blocco scale con un ascensore esterno, realizzato in acciaio e vetro. «Una struttura resa più moderna, in grado di erogare nuovi servizi – ha detto il primo cittadino -, di cui non ha bisogno solo la nostra comunità, ma l’intero territorio».
Maffezzini ha pubblicamente ringraziato il cda, presieduto da Maule, «per aver portato a compimento questa opera alla nostra casa di riposo, in grado di rinnovarsi con grande senso di responsabilità».
Dopo il taglio del nastro, la benedizione del parroco don Attilio Bianchi: «Questa cerimonia mette in luce un principio alle volte dimenticato come quello della sussidiarietà» ha posto l’accento ricordando chi ebbe la grande intuizione - don Ambrogio Redaelli - di costruire negli anni ’50 l’ospizio. «Due perle permangono nella nostra comunità: la scuola dell’infanzia parrocchiale e la casa di riposo, che ci danno il senso della nostra realtà di Chiuro».
Ha scelto di ringraziare tutti, dagli ospiti che hanno sopportato due anni circa di lavori ai dipendenti, dalle aziende che hanno operato a chi ha contribuito economicamente il presidente Maule, che si è soffermato sulla bellezza del nuovo giardino, «un’area verde importantissima per chi vive in questa casa, per respirare la tranquillità».
Ha proseguito snocciolando numeri: «Nonostante tutte le economie, il costo totale è di un milione e 60mila euro», di cui 330mila per la parte edile, 100mila circa ciascuno per l’impianto idraulico e per quello elettrico, 105mila per i serramenti.
Una spesa non indifferente, non ancora saldata: «Dobbiamo cercare chi ci dà una mano, ma sin d’ora ringrazio chi ha contribuito, come il Comune, Fondazione Cariplo, Comunità montana di Sondrio, Creval e Bim», oltre a privati che hanno fatto delle donazioni.
«Il tempo passa, ma i progressi continuano - ha concluso Manca -: credo sia un messaggio forte e positivo. Negli ultimi anni gli ospiti entrano sempre più anziani e compromessi, con maggiori deficit cognitivi e minori possibilità di collaborare, che quindi richiedono un’assistenza più impegnativa e molta pazienza».


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