Casa di riposo di Chiuro, ecco come cambierà: «Serve il vostro aiuto»
Il rendering del progetto, che prevede un intervento di adeguamento e ampliamento della struttura

Casa di riposo di Chiuro, ecco come cambierà: «Serve il vostro aiuto»

Prevista per i lavori una spesa di 700mila euro. Il presidente Maule ha elencato i contributi arrivati. «Con l’impegno del paese raggiungeremo il traguardo».

Conta sulla sensibilità e sulla partecipazione del paese la casa di riposo Madonna della neve di Chiuro, che guarda al futuro con un ingente intervento di adeguamento e ampliamento. Opera, i cui lavori sono già iniziati, che comporta una spesa di 700mila euro.

L’auspicio è che privati cittadini ed imprese intervengano oggi, solidali, con un loro contributo, grande o piccolo che sia. Esattamente come ieri, come 65 anni fa, quando grazie ad una intuizione di don Ambrogio Redaelli fu costruito l’ospizio «e gli abitanti e le aziende decisero di autotassarsi».

Un appello di aiuto, quello emerso dalla serata di presentazione giovedì sera del progetto di restyling, a cura del presidente della Fondazione della casa di riposo Casimiro Maule, assieme al sindaco Tiziano Maffezzini, alla direttrice sanitaria della Rsa Cristina Manca e al progettista Carlo Mazza. «I dati rendono evidente come l’età media si stia alzando - ha detto il primo cittadino -: gli ultra 65enni sono un quarto della popolazione del nostro comune. Quindi dovuta è l’attenzione per questa fascia, da implementare con servizi aggiuntivi e qualificanti, per dare risposte di qualità e al passo coi tempi ai nostri anziani».

Una serata - una cinquantina circa i presenti all’auditorium “Valtellinesi nel mondo” -, voluta per presentare nel dettaglio il progetto, per fare il punto della situazione e per sensibilizzare la popolazione, sul ruolo fondamentale che la struttura svolge per Chiuro.

«Questa casa di riposo è al centro del paese: è del paese e della comunità. È la casa di tutti» ha preso la parola Maule snocciolando cifre, ringraziando chi finora ha contribuito all’opera. «170 mila euro sono stati finanziati con un contributo della Fondazione Cariplo; è stato acceso un mutuo con il Creval per 250mila euro della durata di 15 anni con tasso molto buono grazie all’istituto di credito. A ciò si aggiungono 50mila euro di “scorte” della casa di risposo; un’altra donazione di 70mila euro di un privato cittadino, soldi impiegati per andare a sostenere una spesa complessiva di circa 700mila euro. Riusciremo a raggiungere questo importante traguardo con il contributo di tutti voi».

Maule ha altresì ricordato come la Rsa sia un’azienda a tutti gli effetti, «che dà lavoro a una cinquantina di persone, con un fatturato annuo di due milioni di euro», che accoglie una sessantina di ospiti.

«Mi sento un po’ adottata da Chiuro» è intervenuta Manca che ha rimarcato come ora queste strutture per anziani si chiamino Rsa, «cioè Residenze sanitarie assistenziali: chi viene, lascia la propria casa per trasferirsi in un’altra casa, dove c’è un’organizzazione precisa, che prevede la presenza di certe figure professionali e di requisiti strutturali. Quindi una casa, che deve avere determinate caratteristiche e dove si vive bene, dove la qualità della vita è garantita».


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