«Cardiologia rinforzata per i pazienti della Valle»

«Cardiologia rinforzata per i pazienti della Valle»

Non solo il settore non farebbe alcun passo indietro, ma ne farebbe qualcuno in avanti. Le rassicurazioni arrivano dall’Azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna all’indomani della decisione di sospendere l’attività dell’Unità coronarica di Sondalo e delle relative polemiche.

«Il nostro è impegno è massimo per garantire risposte adeguate alle esigenze dei pazienti - precisa Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’Azienda rispondendo alle critiche -. Già negli ultimi mesi, i due letti non hanno ospitato infartuati ma pazienti con altre casistiche. E, questo, perchè già da tempo, i pazienti dell’Alta Valle e che afferiscono al Morelli perchè colpiti da infarto, vengono subito dirottati su Sondrio, sulla sua Unità Coronarica (forte di 4 posti letto, nda) e sull’Emodinamica, nel caso in cui necessiti, come spesso accade, ricorrere all’angioplastica. Un percorso del tutto corretto, perchè il paziente, lo voglio rimarcare, deve essere portato nel posto giusto per ricevere le cure necessarie. Tant’è che, nel momento in cui riusciremo a ripristinare i due letti di Unità Coronarica a Sondalo, trovando i medici necessari sul mercato, non saranno comunque destinati agli infartuati».

Concetti rimarcati da Emanuela Tavasci, emodinamista e direttore della Cardiologia e Unità Coronarica aziendale in tutto e per tutto determinata «ad evitare che i pazienti cardiologici valtellinesi debbano fare le valigie – ha detto -. Il nostro obiettivo è quello di curarli in casa, a Sondrio, e, per questo, ci stiamo attivando per allestire il servizio di Emodinamica h24, 365 giorni l’anno. Stiamo formando due infermieri professionali, mentre sei sono già del tutto “arruolati”, e, a breve, potremo contare su un terzo emodinamista. Questo ci permetterà di partire con il servizio h24 dalla primavera entrante».


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