Capotreno aggredito e morsicato
Sempre più spesso le forze dell’ordine vengono chiamate ad intervenire a bordo dei treni in arrivo e in partenza dalla provincia di Sondrio

Capotreno aggredito e morsicato

Piona, una giovane donna di colore, senza biglietto, ha assalito il controllore sul treno diretto da Sondrio a Lecco. All’arrivo dei i carabinieri la straniera si era già dileguata. Ritardi al convoglio e cure mediche per la vittima.

Nuova aggressione su un treno lungo la tratta Sondrio-Lecco. E anche questa volta di mezzo c’è un cittadino straniero. Anzi, per la precisione è stata una ragazza di colore, sui vent’anni, a scagliarsi contro il capotreno, un trentenne della provincia di Sondrio che ovviamente non ha reagito ma si è limitato ad incassarle. Un morso alla mano sinistra, ecchimosi varie e braccia graffiate. Quanto basta per rimediare al pronto soccorso una prognosi di qualche giorno.

Il fatto risale a venerdì scorso e ha interessato il treno 5277 diretto da Sondrio a Lecco. La donna sembra sia salita a Sondrio, non è dato sapere se con un biglietto valido per una delle stazioni valtellinesi. Quel che è cero è che quando il capotreno, nel tratto tra Colico e Piona, le ha chiesto di esibire il ticket, lei ha dato di matto. Prima lo avrebbe spintonato, poi gli si è avventata addosso e lo ha morsicato. Non parlava in italiano, ma si esprimeva in inglese e da quello che alcuni viaggiatori hanno riportato i suoi erano insulti belli e buoni.

Il capotreno è riuscito comunque a divincolarsi e si è allontanato in fretta dal vagone, dove peraltro c’era un’altra passeggera che nulla ha potuto fare per impedire l’aggressione. Via cellulare sono stati allertati i carabinieri che alla stazione di Piona sono saliti sul convoglio, ma la ragazza è stata più veloce e si è dileguata tra i passeggeri che scendevano.

Il treno, proprio per consentire agli uomini dell’Arma di capire cosa fosse accaduto, ha dovuto sostare più a lungo a Piona, ma nonostante l’incidente avvenuto, non è stato soppresso e alla fine è giunto in stazione a Lecco con soli 15 minuti di ritardo.

Non è dato sapere quanti giorni di prognosi abbiano dato al capotreno, e non si sa neppure se la ragazza che lo ha aggredito nel frattempo sia stata individuata. Di certo non per merito delle telecamere a bordo del treno che - trattandosi di un vecchio convoglio, non ne era provvisto. Non è certo la prima aggressione a un capotreno che si verifica sulla tratta Milano-Sondrio e non sarà nemmeno l’ultima. Il dato impressionante è anche almeno una volta al mese uno dei quaranta capitreno in servizio è costretto a rivolgersi a un medico per le ferite riportate. Certo, non sono coltellate e nemmeno colpi di pistola, ma l’idea di uscire di casa e di andare al lavoro sapendo di rischiare di essere picchiato non piace a nessuno. Senza contare che gli insulti e gli spintoni sono all’ordine del giorno e il personale in servizio sui treni si è così abituato a questo andazzo che nemmeno ci fa più caso. Capita - come è capitato a noi - di vedere un capotreno insultato e nessuno muove un dito. Nessuno dice niente. Nemmeno il dipendente interessato. E quando ci si ritrova anestetizzati di fronte a simili comportamenti, significa che forse è giunto il momento di svegliarsi. E prendere seri provvedimenti.


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