Caos treni, persi aerei e coincidenze  E c’è chi ha speso 40 euro per il taxi
L’intoppo si è verificato alla stazione di Carnate Usmate, poco prima di Monza

Caos treni, persi aerei e coincidenze

E c’è chi ha speso 40 euro per il taxi

Il convoglio partito ieri da Tirano si è fermato a Carnate Usmate senza più partire. Ai pendolari e a tutti gli altri è stato detto di scendere in attesa di soluzioni alternative.

C’è stato chi ha perso l’aereo e chi ha dovuto rinunciare a una “coincidenza” con il Frecciarossa, ma non sono mancati coloro che sono stati costretti a ricorrere al taxi (pagando ben 40 euro a testa) per arrivare a Milano. In attesa di miglioramenti dovuti ai rinnovi societari - annunciati dalla Regione e previsti entro la fine dell’anno - e all’acquisto di nuovi treni, la situazione del trasporto ferroviario continua a creare problemi ai viaggiatori valtellinesi. Ieri mattina hanno provato sulla propria pelle i disagi gli utenti del 2563 partiti da Tirano alle 9.09 e saliti a Sondrio alle 9,41.

È andato tutto bene, o quasi visto che c’erano alcuni minuti di ritardo, fino alla stazione di Carnate Usmate, poco prima di Monza. Ma a pochi chilometri dalla meta, Milano Centrale, il treno proveniente dalla Valtellina si è fermato per un guasto a un altro convoglio (in arrivo da Bergamo e diretto a Porta Garibaldi) che era rimasto bloccato sulla linea. Il Regio Express partito da Tirano è rimasto fermo per 40’. Le prime informazioni, secondo quanto riferito dai viaggiatori, non sono state adeguate. Inizialmente gli avvisi parlavano di un’attesa limitata. Sull’App di Trenord, che fortunatamente funziona, è stata data notizia di un guasto al treno e della necessità di recuperarlo.

Infine dagli altoparlanti è stata diffusa la peggior informazione possibile. Ai pendolari e a tutti gli altri è stato detto di scendere in attesa di soluzioni alternative, visto che il treno dei valtellinesi era stato cancellato. A quel punto coloro che dovevano arrivare a Milano entro breve tempo hanno chiamato un taxi. Il super salasso è stato quindi inevitabile, almeno finché c’erano auto con conducente a disposizione. «Eravamo in quattro, abbiamo pagato 40 euro a testa», ha spiegato una donna diretta al Policlinico per una visita medica. Agli altri non è restato altro da fare che aspettare il primo treno buono per il capoluogo lombardo, dopo che per quasi due ore tutto era rimasto bloccato. È arrivato a Porta Garibaldi dopo circa due ore dallo stop. Le proteste sono facilmente immaginabili.

Anche nel pomeriggio si sono registrati, in Valtellina, ritardi di diverse decine di minuti a più corse. Trenord ha sottolineato che per alcuni treni sono stati dovuti a un guasto agli impianti che regolano la circolazione dei treni lungo la linea, di competenza Rfi, tra le stazioni di Ardenno Masino e San Pietro Berbenno. Chissà se dopo le promesse e le rassicurazioni degli ultimi tempi arriveranno anche fatti concreti dalle ferrovie lombarde.


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