Martedì 29 Aprile 2014

«Canto per Matteo,

che mi ha sconvolto»

La serata aveva lo scopo di raccogliere fondi necessari al completamento del progetto che a inizio aprile ha portato all’inaugurazione dei laghetti per la pesca sportiva “La Coccinella” nel comune orobico.Matteo amava in particolare il brano “Yanez”

Davide Van De Sfroos c’era; e sotto il palco allestito sul prato del nuovo parco “La Coccinella” di Colorina c’erano anche almeno 870 spettatori paganti, oltre al centinaio di persone che si sono dovute accontentare di ascoltare il cantautore da lontano, sotto le stelle del sabato sera valtellinese: esauriti con parecchio anticipo, infatti, i biglietti per lo spettacolo organizzato dall’Asd nata in ricordo di Matteo Aili al fine di raccogliere fondi necessari al completamento del progetto che a inizio aprile ha portato all’inaugurazione dei laghetti per la pesca sportiva “La Coccinella” nel comune orobico.

«Ma che per completarsi veramente, attende di poter cominciare la costruzione delle sei “Case Matteo”, le abitazioni nelle quali intendiamo ospitare gratuitamente bambini affetti da gravi mali e le loro famiglie, per periodi di vacanza che possano dare loro sollievo e assistenza pur lontano dalle corsie degli ospedali – ha spiegato Ines Marongiu, volontaria dell’Asd –; I soldi che servono per completare l’opera sono molti, ma abbiamo diverse iniziative in programma, e le stiamo portando avanti con successo come stasera, grazie anche all’attenzione di figure come quella di De Sfroos».

«Voglio ringraziare la dottoressa che mi ha fatto conoscere Matteo e la sua famiglia – il racconto di De Sfroos –: il giorno in cui l’ho incontrato di persona mi ha sconvolto, e non per la malattia che lo colpiva, ma per il sorriso e la serenità con la quale mi ha accolto. Quella giornata mi ha insegnato molte cose: oggi sono qui con una leggerezza incredibile grazie a lui». A suonare “Yanez”, in ricordo dell’amore per quel pezzo da parte di un ragazzo che è stato «capace di ribaltare indietro la morte stessa: e siccome non basta morire per smettere di insegnare, continua a farlo ancora oggi».

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