Canoni aggiuntivi, questione aperta: il Bim presenta il conto del maxi tesoretto
Carla Cioccarelli. Chiusa invece la partita dei rimborsi chiesti ai Comuni

Canoni aggiuntivi, questione aperta: il Bim presenta il conto del maxi tesoretto

Cioccarelli interviene sulle concessioni prorogate a Edison e A2a. «La cifra da versare dal 2010 al 2017 sarebbe pari a circa 59 milioni».

La partita dei rimborsi richiesti ai Comuni si è chiusa e gli enti locali non dovranno restituire soldi alle società idroelettriche, ma resta aperta la questione dei canoni aggiuntivi sulle concessioni prorogate ad A2a ed Edison. Fondi importanti, perché se si applicassero le cifre fissate dalla Provincia di Trento «il totale che le società dovrebbero versare dal 2010 al 2017 sarebbe pari a circa 59 milioni». A dirlo è il Bim, che ieri ha fatto il punto sulla vicenda dei rimborsi richiesti a diversi Comuni e ha assicurato la massima attenzione ai prossimi passaggi.

Dei canoni aggiuntivi sulle concessioni prorogate si parla da tempo, ricordano dal Bim, ma di recente la Corte costituzionale si è pronunciata con un esito favorevole per gli enti locali. Al centro della vicenda, ricordano dal consorzio, le indicazioni della legge 266/2005, che a fronte della proroga delle concessioni in scadenza a partire dal 2010 prevedeva «un canone aggiuntivo di 3,6 euro per ogni kilowatt di potenza installata, destinato per 1/6 ai Comuni rivieraschi e per 5/6 allo Stato». I fondi sono stati versati, ma in seguito la Corte costituzionale «ha ritenuto illegittima la proroga e ha annullato anche i relativi canoni», ricordano ancora dal Bim. Fra provvedimenti e ricorsi che si sono susseguiti, lo Stato «di fatto» ha rimborsato le società idroelettriche per la sua parte di canone aggiuntivo, «ma non era stato previsto esplicitamente il rimborso della quota incassata dai Comuni». In seguito Edison ha inviato agli enti locali interessati una richiesta di rimborso per un totale di oltre 500mila euro, ma «il Bim ha comunicato alla società che questi canoni dovevano essere definitivamente trattenuti dai Comuni», spiegano dal consorzio.

«Con sentenza numero 88 del 2017 - prosegue la nota -, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata da una società e quindi nessun rimborso è dovuto. Ovviamente devono essere ritenute illegittime anche eventuali richieste fatte da altre società». Sul tavolo c’è però un’altra questione importante: per le concessioni di A2a ed Edison scadute nel frattempo, infatti, la Regione ha rilasciato autorizzazioni provvisorie all’esercizio, spiegano dal Bim, prevedendo un canone ulteriore del quale per ora non è stato ancora deliberato definitivamente l’importo.

«In Provincia di Trento il canone è stato stabilito, per ogni kilowatt di potenza media nominale, in 62,5 euro più l’importo di 5 euro come canone ambientale. Se l’importo dovesse essere pari a quello previsto in Trentino, il totale che le società dovrebbero versare dal 2010 al 2017 sarebbe pari a circa 59 milioni». Cifre di grande importanza: «Per i Comuni del Bim e per il territorio - rimarca la presidente del Bim, Carla Cioccarelli - si tratta di risorse che vanno ad aggiungersi a quelle che le aziende idroelettriche già versano a titolo di indennizzo per l’utilizzo delle nostre acque, e che risultano fondamentali in una fase tanto difficile. Il nostro obiettivo è quello di assicurare al territorio ciò che gli spetta».


© RIPRODUZIONE RISERVATA