Cani uccisi, petizione  web  Raccolte più di mille firme
Grinto e Lasco, i due cani che sono stati uccisi a fucilate

Cani uccisi, petizione web

Raccolte più di mille firme

LivignoGrande lo sdegno per i due animali presi a fucilate nella stalla

«Non lasciateli però mai incustoditi, i caprioli inseguiti muoiono sfiniti»

Sgomento e condanna a Livigno dopo l’uccisione dei due cani, Grinto e Lasco, di proprietà dell’allevatore Sergio Rodigari , uccisi nella loro stalla a colpi di fucile lunedì notte. Oltre ai commenti di sdegno in paese, è stata attivata una raccolta firme online per sensibilizzare l’amministrazione comunale e in poco tempo sono già mille le persone che hanno sottoscritto questa petizione.

E anche nella rete le parole di pesante condanna per chi ha ucciso questi due cani sono davvero tante.

L’appello del sindaco

«Dispiace e va indubbiamente condannata duramente la brutale uccisione dei due cani, avvenuta per giunta nella loro stalla- afferma il sindaco di Livigno, Damiano Bormolini-. Ma al di là del caso specifico, va comunque sottolineato che in generale i padroni di cani devono però rispettare anche gli altri animali. A Livigno, purtroppo, si è creata la brutta abitudine di lasciare i cani incustoditi che poi entrano nel bosco e cacciano la selvaggina. Nella quasi totalità dei casi i cani non riescono a raggiungere la preda o a morsicarla. Sono state comunque ritrovate le carcasse di una ventina di caprioli, almeno una quindicina sono morti per sfinimento dopo essere stati inseguiti a lungo dai cani».

Sergio Rodigari, il giovane allevatore padrone dei due cani, ha dichiarato di non aver subito minacce. I carabinieri di Livigno, ai quali il titolare dell’azienda agricola Tracafarm ha sporto denuncia,non hanno trovato bossoli e sarà quindi l’autopsia a stabilire cosa abbia provocato la morte dei cani, anche se nel caso del border collie la fucilata nel cuore della notte ha svegliato i proprietari della stalla dove c’era il cane a bada delle mucche.

L’impegno per Fido

Dopo questi fatti incresciosi, comunque, il sindaco Bormolini non vuole che il suo Comune possa venire etichettato come un paese in cui i cani non sono i benvenuti con il rischio di fare cambiare meta turistica ai possessori di Fido.

«Come amministrazione comunale - sottolinea infatti- abbiamo fatto tanto per gli amici a quattro zampe. In zona Aquagranda abbiamo anche riservato un’aerea interamente per loro. Inoltre in accordo con i proprietari dei cani abbiamo anche stabilito alcune regole per tutelare questi animali. Come ad esempio l’obbligo di averli al guinzaglio per chi transita in paese a passeggio oppure va nelle piste ciclabili».

L’uccisione di Lasco e Grinto, a molte persone, ha ricorda un episodio simile che si era verificato un paio di anni fa.

A finire ucciso, in quell’occasione, era stato Pepe, un cane di razza beagle che si era addentrato nel bosco in un giorno di caccia mentre stava passeggiando con la sua padrona lungo la pista ciclabile.


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