Campodolcino in lacrime: addio “Luis”
Gregorio Luigi Fanetti

Campodolcino in lacrime: addio “Luis”

C’erano i compaesani, ma anche sindaci e autorità di tutta la Valchiavenna ai funerali di Fanetti.

La bara avvolta nella bandiera della sua Val San Giacomo. E non poteva essere altrimenti visto l’impegno che l’uomo ha dedicato durante tutta la sua vita per promuoverne la storia e la cultura. Campodolcino ha salutato martedì per l’ultima volta il “Luis”, Gregorio Luigi Fanetti, per due mandati sindaco e, in seguito, animatore di molte iniziative culturali.

Nonostante la giornata feriale e il tempo inclemente, tantissima la gente che ha voluto dare l’ultimo saluto al 70enne deceduto in seguito ad un malore il giorno di Pasqua. Dalla frazione Tini alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Il corteo è stato aperto dagli alpini dell’Ana della Valchiavenna, che hanno così voluto salutare il loro membro prematuramente scomparso. Presenti tra gli altri il sindaco Enrica Guanella, l’ex primo cittadino Giuseppe Guanella, il sindaco di Madesimo Franco Masanti e l’ex presidente della Comunità Montana Domenico Battistessa. La messa è stata celebrata dal parroco don Mario Baldini e don Andrea Folonaro dei Guanelliani. «Questo momento di preghiera – ha commentato il parroco – è anche un modo per ringraziare Luigi per tutto quanto fatto. La presenza di così tanta gente dimostra la riconoscenza della nostra comunità». Don Mario ha ricordato la fede che animava Fanetti, il legame fortissimo con la famiglia, la recentemente scomparsa moglie, i quattro figli e i molti nipoti, ma anche l’impegno civico e culturale: «Dopo il suo impegno come sindaco e educatore aveva coltivato i suoi molteplici interessi, sempre a favore della nostra valle. L’ultimo il grande lavoro fatto per ricercare i discendenti dei nostri emigrati. Fino all’incontro che si tiene ogni due anni».

Il riferimento è, ovviamente, alla Reunion, che quest’anno in agosto celebrerà la quinta edizione, con gli eredi dei valligiani che risiedono a Genoa, nel Wisconsin. Ma l’attività di Fanetti è stata vastissima e instancabile a dispetto di una salute fattasi negli ultimi anni sempre più precaria. Dai gruppi di Facebook, dove la commozione è dilagata in centinaia di manifestazioni di cordoglio, dedicati alle fotografie della valle fino al lavoro rigoroso di ricostruzione della storia dei “grapat” della valle, il libro dedicato alla storia della Val di Lei e lo studio sugli alberi genealogici dei cognomi dei suoi conterranei. Dopo la funzione la salma di Fanetti è proseguita fino ad Albosaggia per la cremazione.


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