Campo impraticabile, salta la partita  L’Ac Valchiavenna chiede «più rispetto»
Il campo sportivo di Samolaco ubicato nella frazione di Casenda

Campo impraticabile, salta la partita

L’Ac Valchiavenna chiede «più rispetto»

Samolaco, non è piaciuta la decisione dell’arbitro di sospendere domenica l’incontro. Pedroncelli: «Situazione ridicola. A metà gennaio il campo non può che essere ghiacciato».

«Serve maggior rispetto e considerazione verso coloro che operano all’interno delle società sportive, che, va ricordato, svolgono un ruolo sociale importante e operano grazie al puro volontariato». La gara di domenica della prima squadra, a metà classifica del girone unico provinciale di seconda/terza categoria, è stata rinviata a causa del campo gelato, si parla della struttura di Casenda di Samolaco, costringendo l’Ac Valchiavenna (giocatori, tecnici e accompagnatori, pure qualche tifoso che si era sobbarcato la trasferta dall’alta Valtellina), a tornare a casa. Una decisione che non è andata giù al presidente della società valchiavennasca Mattia Pedroncelli, che attacca duramente la federazione: «La partita è stata rinviata per terreno di gioco pericoloso per l’incolumità dei giocatori. Siamo in una situazione paradossale, al limite del ridicolo. La Federazione impone un calendario dove ci si trova a dover giocare il 12 di gennaio e ora si scopre che i campi sono gelati. Forse pensavano fossimo sulla costiera amalfitana. Si parla sempre tanto di rispetto verso la classe arbitrale, verso la Figc e verso le varie istituzioni, ma il rispetto deve essere reciproco. Invece le società devono sempre subire le scelte, le regole e la burocrazia standosene zitte e buone».

L’arbitro domenica ha fatto fare il riscaldamento ai giocatori e poi ha preso la decisione. Unico caso in tutto il panorama delle gare calcistiche provinciali. Una mancanza di uniformità di giudizio che non va giù al presidente della società che raggruppa atleti di Prata Camportaccio, Samolaco, Verceia e Gordona: «Sono stufo e pretendo rispetto per tutti i ragazzi della mia società che si sono regolarmente presentati al campo impegnando la loro domenica nella loro passione, per la quale si sono presi un impegno. Avrebbero potuto impiegarla diversamente. Invece l’arbitro ha avuto la brillante idea di lasciar terminare il riscaldamento pre-partita per poi decretare, in accordo con i propri superiori, il rinvio della gara per pericolosità del terreno di gioco».

Che il campo di gioco di Casenda sia gelato Pedroncelli non lo nega: «Come lo sono tutti gli altri della provincia, ma non c’è ghiaccio o altre condizioni particolari diverse dagli altri campi della zona. Se non si vuole giocare su campi gelati che si impostino diversamente i calendari o perlomeno ci si metta d’accordo». Pedroncelli coglie la palla al balzo per un’analisi più generale: «Quanto accaduto rientra in un discorso più ampio e generalizzato di difficoltà di comunicazione nel settore calcio tra le società e le istituzioni che prendono le decisioni. Si fatica sempre più e riprova ne è il fatto che ogni anno le squadre sono sempre meno, oppresse da burocrazia e regole sempre più rigide e restrittive. Di questo passo sarà sempre peggio e forse qualche domanda di fondo sarebbe il caso di porsela. Non vedo roseo il futuro del calcio locale».


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