Camion finisce sulle rotaie: viabilità locale sotto accusa
Nel dicembre del 2013 era stata un’auto a sfondare le sbarre

Camion finisce sulle rotaie: viabilità locale sotto accusa

L’ennesimo incidente, che soltanto per fortuna non ha fatto vittime, è successo alle 9,30 di ieri mattina al passaggio a livello del Trippi, alle porte di Sondrio. I sindacati ripropongono la questione della sicurezza . «La nostra è l’unica tangenziale che finisce in un passaggio a livello».

Un tir fermo sulla ferrovia, il rischio di una collisione con un treno. Lo scenario, che purtroppo non è inedito per la Valtellina, è relativo alla situazione osservata ieri mattina alla fine della tangenziale di Sondrio.

L’ennesimo incidente, che soltanto per fortuna non ha fatto vittime, è successo alle 9,30 di ieri mattina al passaggio a livello del Trippi, alle porte di Sondrio. Un camion con targa estera, trovatosi di fronte le sbarre del passaggio a livello abbassate, le ha travolte finendo sulle rotaie, pochi istanti dopo il passaggio del treno Tirano-Sondrio. Sul posto Vigili del Fuoco, tecnici delle ferrovie e forze dell’ordine. I precedenti non mancano, sempre nello stesso punto. Dopo poco più di mezz’ora il danno era già stato riparato. Resta però la questione della sicurezza.

La questione dei passaggi a livello di cui molti parlano e sulla quale non si sono osservati i risultati sperati è da tempo al centro dell’attenzione del sindacato del settore trasporti. «Possiamo ipotizzare che quella di Sondrio sia l’unica tangenziale d’Italia che finisce su un passaggio a livello – spiega il sindacalista Giorgio Nana della Camera del lavoro di Sondrio -. In Valtellina si predispongono progetti per fare il traforo dello Stelvio e non finiamo un pezzo di strada che si conclude in un passaggio a livello. Mi sembra opportuna una riflessione su questa incongruenza. Non mi sembra il caso di dare la colpa alle Ferrovie, qui c’è di mezzo la programmazione della viabilità del nostro territorio. Per fortuna non è successo niente, ma questi episodi sono inaccettabili».

Dinamiche simili, anche se per fortuna i rischi si trasformano raramente in incidenti, si possono osservate in decine di punti da Colico in su. Fra i più noti c’è senza dubbio quello di Cosio, vicino alla stazione ferroviaria, dove sulla statale 38 si formano lunghe code in corrispondenza della deviazione per Traona e la Valeriana, soprattutto in questi giorni segnati dalla chiusura della Provinciale per i lavori. Rfi, la società che gestisce le ferrovie, ha rilevato alla fine del 2015 che 65 passaggi a livello sono spesso teatro di infrazioni commesse dagli automobilisti, causa dell’80% dei disagi, con ripercussioni sulla puntualità e sulla qualità del servizio. Per intervenire serve uno sforzo poderoso di eliminazione di questi passaggi a livello. Fino a poco tempo fa erano ben 70, poi ne sono stati chiusi alcuni e si vuole andare avanti operando in questa direzione. Dal 2013 c’è un tavolo tecnico con la Prefettura e gli enti locali e i progetti sono stati fatti.

Ora, sempre secondo la società, bisogna dare gambe a questi percorsi e questo vuol dire trovare i finanziamenti. Da Milano si specifica che non possono essere reperiti solo da Rfi, ma devono coinvolgere anche le istituzioni, visto che i passaggi a livello comportano un disagio sociale nelle comunità. Spesso questi attraversamenti sono molto ravvicinati, si dovrebbe poterne chiudere vari con un solo sottopassaggio o cavalcavia.

I finanziamenti

La domanda dei viaggiatori è scontata: quanto tempo ci vorrà per ottenere una soluzione? La risposta è legata alla disponibilità di finanziamenti. Rfi ha un piano che agirà, in primo luogo, su linee fondamentali come la Milano-Torino.


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